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Avverte ma non assalta, Salvini: giunta senza Lega, un dispetto ai molisani

Come l’Italia, anche Matteo Salvini è ripartito «poco poco». Nel senso che la prima cosa che sta aspettando di poter rifare non è ancora permessa: andare a giocare con la figlia al parco.
Italia insomma ancora congelata dal Covid. Come la casella della Lega nella giunta regionale di Donato Toma: tutti confermati, tranne Luigi Mazzuto. E qui il leader del Carroccio avverte ma non va all’assalto: «Non è un dispetto alla Lega, è un dispetto ai molisani che hanno votato per la Lega, hanno eletto uomini e donne della Lega e hanno votato l’attuale governatore», dice nell’intervista rilasciata ieri sera al programma di Teleregione Fuoco incrociato. Pandemia, crisi economica in questo momento «c’è bisogno di coinvolgere il più possibile anche soggetti civici ed economici che ancora non erano a sostegno della giunta. Escludere qualcuno mi sembra una scelta poco utile al Molise e ai molisani, nessuno può far da solo in un momento come questo. La Lega è la Lega non perché ha un assessore o un consigliere. Però mi sembra il modo peggiore per riaprire. Invece di includere, accogliere, allargare: chiudersi. Per dare il posto a qualcun altro? Noi il nostro lavoro per i molisani lo facciamo con l’assessore o senza e mi spiace che ci sia qualcuno che ha tempo da perdere con queste cose che non interessano ai cittadini».
Avvisa e mette una distanza, Salvini: «Io mi occupo di problemi reali, non di posti in giunta, di consiglieri di amministrazione, di sottosegretari. Certo, il Molise è l’unica regione in Italia che durante l’emergenza sanitaria ha fatto un rimpasto, mandando via assessori e riprendendo assessori».
Gli stessi di due anni fa sono stati rinominati, tranne quello indicato dall’ex ministro dell’Interno. Che ora quindi ricorda al presidente della Regione: «In Molise i cittadini ci hanno scelto per essere al governo e contiamo che nessuno chiuda le porte in faccia alla Lega perché più che a Matteo Salvini lo deve spiegare ai molisani che lo hanno votato».
Non è ancora guerra, non è ancora opposizione. La partita si chiude in autunno, a metà mandato.
In collegamento via Skype, lui che ha dominato i social con la Bestia, ammette: belle queste interviste, per carità, ma incontrare le persone è un’altra cosa. «Vogliamo tornare con buon senso alla normalità, ovviamente una nuova normalità, nessuno pensa di tornare ai concerti, allo stadio e pigiati nelle ore di punta. Ma bisogna permettere alla gente che è in grado di tornare a lavorare di farlo. Altrimenti sarà un disastro economico senza precedenti».
Ieri, 4 maggio, il primo allentamento del lockdown. Ma l’Italia «è ripartita poco poco. La gente dopo due mesi chiusa a casa – senza lavoro, senza stipendio, senza cassa integrazione – senza aver incassato una lira non esce e spende. Tutte le attività economiche ci metteranno mesi e mesi per ripartire e per alcuni settori, agricoltura e turismo, noi come Lega abbiamo chiesto al governo un impegno straordinario. So che ci sono imprese che stanno lavorando ancora più di prima. Penso a La Molisana, a chi porta pasta in tutto il Molise, in tutta Italia e in tutto il mondo. Però per qualcuno che lavora di più, onore al merito, e fa lavorare e incassa di più c’è la stragrande maggioranza dei piccoli – commercianti, artigiani, piccoli agricoltori – che non ce la fa più. Servono soldi, come in altri Paesi europei stanno facendo, subito e a fondo perduto, non prestiti o debiti».
Quindi al governo torna a chiedere «un aiuto economico e un rinvio delle scadenze per quanto riguarda affitti e bollette delle famiglie, di chi ha un negozio, un capannone» e una sospensione delle cartelle esattoriali per tutto il 2020. Per l’edilizia spinge sull’azzeramento del codice degli appalti: il Paese riparte coi cantieri, sottolinea.
Non entra nel merito dell’allungamento del lockdown della sanità molisana, deciso da Toma su richiesta dell’Asrem: «Rispetto le scelte dei singoli sindaci e governatori. Noto solo che tutte le altre patologie non si sono arrestate per rispetto del virus» e quindi «prima riparte tutto il comparto sanitario, meglio è. Però se il governatore ha deciso così vuol dire che ha elementi scientifici che lo hanno indotto a decidere così. Spero che i molisani possano avere un controllo della loro salute completo, a prescindere dal virus, il prima possibile».
Molisani che fin qui sono stati virtuosi. Molte componenti, un unico risultato importante che Salvini coglie all’inizio dell’intervista: «La terra molisana è fra le più avanti nella lotta al virus, fra le meno colpite e quindi si può guardare al futuro con un po’ di fiducia in più».
red.pol.

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