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Dall’emergenza una nuova politica con misure adeguate per le imprese

È il talk condotto da Pasquale Damiani a centrare il tema della fase 2, quella ripartenza attesa ma che fa paura. La ripresa economica, l’appello degli imprenditori regionali, le richieste di supporto e sostegni che siano reali, concreti. Nessun assistenzialismo, meglio sgomberare ogni dubbio. Proposte realistiche e assolutamente percorribili, che possono fare la differenza in quello che è di certo il periodo più difficile dal dopoguerra.
In collegamento, come ormai prassi da mesi, gli ospiti di ‘Conto alla Rovescia’ raccontano cosa significa davvero lockdown, quale l’impatto devastante sulle attività imprenditoriali. Aziende che credono in quello che fanno, che investono ingenti risorse economiche, che puntano all’eccellenza per consentire ad un intero territorio di crescere e che oggi vivono il dramma dello stop forzato.
Quel ‘fermi tutti’ che si abbatte sul tessuto economico regionale, come un ‘domino’ dagli effetti davvero drammatici.
Lo racconta con forza, determinazione e mostrando quella caratteristica innata dei molisani che non si abbattono, che traggono forza dagli eventi l’imprenditrice molisana nel settore del benessere e delle costruzioni Sabrina Ricci. Quella resilienza che traspare dalla sua risolutezza le consente di andare dritta al punto, di centrare il problema e di proporre la soluzione.
«Liquidità immediata alle aziende non significa solo contributi a fondo perduto: no, significa annullare i pagamenti dei tributi, a fronte di attività chiuse, almeno fino al prossimo mese di dicembre».
Un ragionamento che prende le mosse dalla conoscenza dei settori nei quali l’imprenditrice molisana si muove con professionalità riconosciuta. Uno su tutti quello turistico che, nei fatti, a sua volta è legato a filo doppio allo sviluppo del territorio e delle tante attività che vi operano.
«Un settore a pezzi – dice con estrema franchezza – ci vorranno mesi fino a quando non potrà riprendersi: è impossibile coniugare l’idea di una vacanza con le restrizioni del distanziamento sociale. Noi – continua, ragionando di quel gioiello che è il resort ‘La Fonte del Benessere’ – riapriremo solo se i nostri competitor umbri e toscani lo faranno. Un investimento, per non perdere la nostra clientela. Ritengo che però alcune imprese, quelle che possono farlo, debbano fermarsi e mantenere l’integrità patrimoniale. Aspettare che questo momento passi: chi vuole ripartire senza la certezza che il virus sia ‘sparito’, rischia di andare incontro al fallimento».
Sabrina Ricci racconta quello che affrontano gli imprenditori, ne interpreta il pensiero e le richieste. Non assistenzialismo ma politiche che siano davvero di supporto per poter affrontare il momento e i mesi – che saranno forse ancor più difficili – che verranno.
Imu, Irap, imposte locali, via. Abolite, fino alla fine dell’anno. Dover far fronte anche a questi impegni economici, alla luce dello stop di ogni attività, significherebbe il colpo di grazia per quel tessuto imprenditoriale che fa girare l’economia. Senza dimenticare che oggi, alle aziende, si chiedono sforzi ulteriori a fronte delle spese da sostenere per le misure di sicurezza, che nel campo delle costruzioni si traducono in tempi più dilatati e costi maggiorati. Uno shock economico che ha bisogno di misure adeguate.
«Non si può ragionare su schemi ormai datati» – rilancia l’avvocato tributarista Franco Mancini, anche lui ospite del talk del venerdì sera. Il cuore della sua proposta riguarda l’abolizione dell’Irap, un balzello che per le aziende assomiglia ad un freno a mano tirato perennemente.
Per il senatore Luigi Di Marzio, esponente della maggioranza che sostiene il governo Conte, occorre che governo e aziende stringano un patto. Uno scambio leale, in pratica: aiuti per affrontare quello che non si può fare da soli nell’ambito del rispetto preciso delle regole.
Il tempo corre, però. Ed è ora di dare risposte adeguate.

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