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Sul quinto uomo in giunta Toma assicura: sarà della Lega, dialogo aperto con i vertici

Sul quinto uomo in giunta Toma assicura: sarà della Lega, dialogo aperto con i vertici

Nessuna scintilla, anzi: il presidente Donato Toma replica con calma serafica alle recenti dichiarazioni di Matteo Salvini. Argomento del contendere, come è evidente, l’assenza di un rappresentante della Lega nell’Esecutivo regionale. Scenario degli scambi di vedute, seppure a distanza, gli studi di Teleregione. Se il leader della Lega si confida a Rita Iacobucci, il presidente Toma risponde a Pasquale Damiani. Se Salvini non comprende come mai la Lega non sia rappresentata nell’Esecutivo nonostante il contributo dato all’elezione del governo regionale di centrodestra, lamentando un danno per i molisani, il vertice di Palazzo Vitale non chiude alcuno spiraglio. Se il leader leghista attacca con inusitato garbo il Molise, unica regione che esclude in un momento in cui occorrerebbe allargare, Toma replica sornione ma non le manda di certo da dire. «Salvini ha bisogno di me – spiega subito il presidente – e io di lui. Lo sappiamo, stiamo insieme a livello regionale, nazionale ed europeo. E io ho un ottimo rapporto sia con lui sia con chi parla per lui» ribadisce Toma che però poi rilancia il ‘mantra’ salviano. «Siamo l’unica regione – spiega il presidente – dove le due elette sono state espulse dalla Lega e quindi in Consiglio il partito di Matteo Salvini non c’è. Siamo l’unica regione dove per oltre un anno e mezzo c’è stato un assessore della Lega senza che quel partito avesse rappresentanza in Aula; siamo l’unica regione commissariata con il governo giallo verde». L’elenco dei ‘peccati’ di Salvini però non genera ulteriori frizioni. In collegamento da via Genova, qualche ora prima del decreto con il quale attribuirà le deleghe agli assessori regionali, il presidente Toma apre ad un ragionamento politico inclusivo. «Sappiamo dialogare con tutti – spiega – Ho chiesto alla Lega di recuperare un miglior rapporto con il Consiglio. Ho un posto ‘in sospeso’ – avverte Toma – e né io posso fare a meno di lui né lui di me». Dialogo apertissimo, quindi. Che potrebbe non prescindere da un rapporto da recuperare con le due consigliere elette con il partito di Salvini. «Non vado a sindacare in casa della Lega ciò che deve fare» chiarisce però Toma.

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