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A spasso per la città nonostante la quarantena, Iacovino: «Calpestato il diritto alla salute»

Mancato rispetto delle regole, nessun senso di responsabilità neppure di fronte al rischio per la salute pubblica. È il grido d’allarme, ormai unanime, che si leva dalla città. Dopo il focolaio esploso all’interno della comunità rom (72 casi in 5 giorni), e le immagini del famigerato rito funebre del 30 aprile, con almeno 50 persone assembrate sotto casa del defunto, tra i campobassani regna rabbia e preoccupazione. Sentimenti che si accompagnano al senso di incertezza, al timore che le misure per il contenimento del contagio non vengano rispettate. Centinaia le segnalazioni arrivate nelle ultime ore, l’ultima, in ordine di tempo, è quella dell’avvocato Vincenzo Iacovino che, su Facebook, ha postato delle foto che ritraggono persone in regime di isolamento domiciliare a spasso per la città.
«Usi e costumi di un popolo o etnia non possono mai contrastare con la Costituzione e le leggi di uno Stato – scrive l’avvocato – ho appena ricevuto le foto che documentano come componenti di famiglie in quarantena escano tranquillamente di casa mettendo in pericolo la popolazione.
Intervenga il prefetto, la Questura, il sindaco e le forze dell’ordine. Intervenga la Procura, si costituisca un presidio h24 per garantire l’ordine pubblico e la salute dei cittadini irrogando sanzioni ai trasgressori.
I cittadini, tutti, compresi i rom, devono capire che chi sbaglia paga e deve pagare. Non bisogna lasciare soli i cittadini di fronte ad un problema collettivo. È d’obbligo il sollecitato intervento per garantire diritti costituzionali inalienabili».
Ad ogni modo, ieri mattina, sono stati potenziati i controlli delle forze dell’ordine, con l’ausilio di personale anche da Napoli. Posti di blocchi in diverse zone della città, in particolar modo in piazza della Vittoria, e nel centro murattiano. Un dispiegamento che, molto probabilmente, non è sufficiente ad un controllo capillare soprattutto nei quartieri del focolaio.

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