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Rom si intrufolano al Cardarelli per far visita ai parenti, indagini in corso

Rom si intrufolano al Cardarelli per far visita ai parenti, indagini in corso

Mattinata di ordinaria follia al Cardarelli di Campobasso. Il caos è scoppiato intorno alle 13.30 di ieri quando un operatore sanitario ha scovato due cittadini rom all’interno dell’ospedale. I due hanno utilizzato un ascensore interno riservato solo al personale che dà l’accesso direttamente ai reparti. Pare che volessero far visita ad alcuni parenti, risultati positivi al Covid e ricoverati nelle scorse ore in Malattie infettive, per consegnare loro dei vestiti ed effetti personali. L’operatore li ha invitati ad andare via ma i due lo hanno prima aggredito verbalmente e poi, in preda alla rabbia, hanno incominciato a sputare all’interno dell’ascensore e si sono dati alla fuga. Del caso è stata informata la Polizia ma quando la Volante è arrivata in contrada Tappino dei due non c’era più traccia. Raccolte le testimonianze dei presenti gli agenti hanno avviato gli accertamenti. Nel frattempo in ospedale si è proceduto alla sanificazione dell’ascensore. Questa la prima ricostruzione circolata nelle ore immediatamente successive all’accaduto e che ha gettato la città nel panico. Dalla Questura riferiscono però che, dalle informazioni raccolte, si è trattato di un solo cittadino rom (parante di uno dei ricoverati) che non risulta positivo al Covid né in regime di isolamento domiciliare. Dubbi anche sull’episodio dello sputo, che non è stato confermato. Resta però la gravità dell’episodio: a prescindere dalla sussistenza o meno dell’isolamento domiciliare, è severamente vietato a chiunque accedere al reparto di Malattie infettive. La consegna degli effetti personali ai pazienti viene infatti effettuata dalla Croce rossa, per evitare rischi per la salute e diffusione del virus dentro e fuori dall’ospedale.
Gli agenti hanno individuato il responsabile che nelle prossime ore verrà denunciato. Un gesto che getta ancora più ombre sulla gestione dell’emergenza scoppiata in città dopo la scoperta del nuovo cluster all’interno della comunità rom. La città continua a chiedere maggiori controlli, senza sconti.

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