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Agnone, un berlusconiano ‘doc’ alla guida del centrodestra: Di Pasquo ritorna in campo

Agnone, un berlusconiano 'doc' alla guida del centrodestra: Di Pasquo ritorna in campo

Pronto a tirare la volata al centrodestra che si riorganizza in vista delle Comunali attese in autunno. Domenico Di Pasquo, 62 anni, laurea in geologia, imprenditore nel settore geotecnico, ex assessore e vice sindaco a metà anni 2000, esce allo scoperto e annuncia di lavorare alla stesura di una lista che tenterà la scalata a Palazzo San Francesco.
«Eravamo uno dei primi paesi del Molise oggi siamo relegati quasi a ruota di scorta. Negli ultimi dieci anni abbiamo lambito il fondo ed è per questa ragione che insieme ad un gruppo di amici ho deciso di tornare in trincea». Geologo, titolare dell’impresa ‘GeoService’, società leader in Italia per le attività di sondaggio, Di Pasquo non nasconde la sua propensione verso Silvio Berlusconi. «Sul mio profilo wattpad ho una foto con il Cavaliere e ne vado fiero. Mi reputo un berlusconiano della prima ora, ma la nostra squadra sarà aperta a chiunque ha competenze, passione per il proprio paese e voglia di riavviare il discorso amministrativo«. Amante della musica e della batteria che ancora suona con lo storico gruppo degli ‘Enonga’, Di Pasquo non nasconde di sentirsi spesso con l’ex sindaco Lorenzo Marcovecchio.
«Fallo cadere in piena emergenza sanitaria è stata una scelta totalmente errata. In un momento come questo gli agnonesi avevano bisogno di tutto tranne che di un commissario, che pur essendo un’ottima professionista, ha poco tempo per capire e quindi cercare di risolvere i problemi della collettività».
Nella sua chiacchierata con PrimopianoMolise rivendica la centralità di Agnone come centro faro dell’alto Molise e per questa ragione sostiene che «nei palazzi che contano non serve più usare il fioretto, bensì bisogna ‘armarsi’ di spada e scimitarra per far valere le ragioni di un territorio che nell’ultimo decennio è stato puntualmente defraudato di servizi fondamentali». Il pensiero inevitabilmente corre all’ospedale cittadino che ha necessità di essere rilanciato soprattutto vista la sua propensione ad attirare utenza extraregionale, in particolare dal vicino Abruzzo.
«I servizi sanitari da offrire all’utenza, restano un punto fermo di quella che sarà la nostra azione. Insieme ad un pool di professionisti inoltre non nascondo che stiamo pensando a come riconvertire la nuova struttura che ancora oggi grida vendetta per la mancata ultimazione». Finanziamenti europei, rivitalizzazione del centro storico e la creazione di un’unica centrale di committenza per le opere da appaltare in alto Molise, i principali obiettivi da perseguire.
«Il rilancio dei nostri centri passa per quanto saremo in grado di attirare dall’Europa dove esistono tantissime opportunità in merito a bandi e fondi da destinare alle aree interne come la nostra. A proposito resto dell’avviso che urge creare un gruppo di lavoro il quale possa dedicarsi esclusivamente a ciò. Non averlo fatto prima è stata una mossa decisamente fallimentare. Al tempo stesso servirà un censimento del patrimonio immobiliare abbandonato in modo tale da renderlo appetibile ad anziani e pensionati che desiderano trascorrere il resto della propria esistenza in un contesto salubre e tranquillo. In questo caso ipotizzabile una detassazione simile a quella attuata in Paesi come Portogallo e Tunisia. Altro cavallo di battaglia è la realizzazione di un’unica centrale di committenza per i progetti da appaltare nei nostri comuni. La immagino snella, veloce e operativa perché ormai tempo da perdere non ve n’è più». Insomma, idee chiare per un libro dei sogni che per essere concretizzato ha bisogno di un condottiero carismatico. «Ci stiamo lavorando – replica Di Pasquo – nelle prossime settimane pensiamo di tirar fuori il nome e la figura giusta». Indiscrezioni parlano di un alto funzionario governativo in pensione, ma Di Pasquo non si sbilancia e al tempo stesso non esclude la possibilità di scendere personalmente nell’arena.
«Vediamo. Ciò che è certo è che non possiamo sbagliare. Farlo significherebbe scavarsi la fossa con le proprie mani. Al contrario vogliamo che Agnone e il suo hinterland tornino ad essere il fiore all’occhiello del Molise come accadeva quando potevamo contare su due parlamentari quali Remo Sammartino e Bruno Vecchiarelli, due giganti della politica che ho imparato a conoscere e ai quali bisogna ispirarsi».

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