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I metri di distanza e lo spazio vitale: spiagge libere, lidi e ristoranti ai tempi del Covid

Immense (per via del distanziamento sociale) ed assolate. Amate e poi perdute (per fortuna pare di no). Come cantava Renato Zero: esisteranno nuove spiagge. Le spiagge al tempo del Covid. Che nelle linee guida di Inail e Istituto superiore di sanità avranno un ingresso contingentato, preferibilmente con prenotazione obbligatoria per rintracciare eventuali contatti a seguito di contagi. Ingressi e uscite separati. E poi pagamenti veloci, con carte prepagate o attraverso i portali web. Per andare al mare dovremo imparare ad essere smart, ma per fortuna non lo vedremo solo in cartolina. Anche perché la costa molisana, complici i mesi di lockdown quest’anno è davvero spettacolare (guardare la foto, che il Lido Panfilo di Termoli ha postato ieri sui social e che qui proponiamo, per credere).
Una sfida imponente per gli imprenditori balneari e i Comuni del litorale. Per i ristoratori e i baristi del Molise, i parrucchieri e le estetiste. Ma che i protagonisti vogliono affrontare e vincere. Chiedono regole da far rispettare e di poter programmare, vale per la costa, l’estate. Diversa dal solito. E mai come adesso vitale.
Quotidianosanità ha pubblicato ieri i documenti approntati da Inail e Iss per le attività balneari e la ristorazione.
I lidi dovranno aumentare l’igienizzazione delle attrezzature, mettere a disposizione dispenser, garantire 5 metri fra le file di ombrelloni e almeno 4,5 fra un ombrellone e l’altro. Lettino, sdraio e sedia dovranno essere forniti in quantità limitata. Gli esperti consigliano poi di vietare la pratica di attività ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti e giochi di gruppo, così come di inibire l’utilizzo di eventuali piscine. Per la fruizione di servizi igienici e docce si consiglia il rispetto del distanziamento sociale di almeno 2 metri, a meno che non siano previste barriere separatorie fra le postazioni. In spiaggia si deve arrivare indossando la mascherina, che potremo togliere arrivati al nostro ombrellone e dovremo riprendere all’uscita.
Uno sforzo importante è richiesto alle amministrazioni per le spiagge libere. Intanto va tracciato il perimetro per ogni allestimento, individuando così la capienza. Gli spazi andranno prenotati, sempre per favorire il contact tracing. Il personale dovrà indossare la mascherina, chi è addetto alla cassa potrà essere protetto anche da separatori in plexiglass. Gli addetti all’allestimento e alla rimozione di ombrelloni e sdraio dovranno utilizzare obbligatoriamente guanti.
Particolarmente complesso il discorso per la ristorazione: i clienti non possono indossare mascherine. E restano nel locale a lungo. Soprattutto nella prima fase, quindi, si consiglia di privilegiare spazi all’aperto (chi li ha). I ristoranti dovranno cambiare layout: fra i tavoli almeno 2 metri e durante il pasto va assicurata una distanza in grado di evitare la trasmissione di droplets e per contatto tra persone, anche inclusa la trasmissione indiretta tramite stoviglie e posate.
Naturalmente, per rispettare le regole, i locali dovranno definire un limite massimo di capienza (4 metri quadrati per ciascun cliente a meno di non usare barriere divisorie.
Vietato il buffet, i menù vanno scritti su lavagne, quelli del giorno stampati su fogli monouso o resi consultabili via app. Anche in questo caso, meglio i pagamenti elettronici e comunque barriere protettive alle casse. Igienizzazione à gogo, personale di cucina e di servizio con mascherina chirurgica e guanti in nitrile.
Non sarà facile. Ma il tessuto produttivo molisano spinge per riaprire. Da ieri, dopo l’ok del governo alle aperture differenziate dal 18, numerose attività ieri a Campobasso hanno alzato le serrande per pulire e approntare i locali, fra questi il Savoia Lounge Bar. Altri, che già sono in attività per l’asporto, come il ristorante Pasky 2.0, hanno avviato la pianificazione della vera fase 2. Percorso pieno di ostacoli in cui gli imprenditori avranno bisogno di uno Stato (e di una Regione e di un Comune) efficace, rapido e veramente vicino. In bocca al lupo a chiunque questa strada la intraprenderà.

rita iacobucci

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