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San Pardo, a Larino c’è chi non si arrende al Covid-19

San Pardo, a Larino c’è chi non si arrende al Covid-19

C’è chi non si arrende all’evidenza di dover rinunciare a sacre tradizioni. «La processione di San Pardo ai tempi del Covid-19 si può fare»: ecco cosa affermano alcuni cittadini larinesi, che da fedeli hanno messo a punto una proposta. «San Pardo per Larino e i Larinesi non è solo il Patrono. San Pardo per Larino e i Larinesi è Fede, tradizione, unione, tempo, vita. San Pardo per Larino e i Larinesi è qualcosa di imprescindibile, qualcosa che non può mancare nel calendario di ciascuno, qualcosa che scandisce la vita personale e comunitaria. Ma quest’anno è diverso, un annus horribilis a cui anche San Pardo e la comunità frentana devono sottostare. Secondo alcuni, però, non è tutto perduto e così un gruppo di cittadini Larinesi ha inteso avanzare una proposta organizzativa alternativa della festa Patronale di San Pardo, tenendo ben presente lo stato di pandemia globale in cui tutti stiamo vivendo. Da un protocollo firmato il 7 maggio, a Palazzo Chigi dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, dal premier Giuseppe Conte e dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, a partire dal prossimo 18 maggio si potranno celebrare funzioni religiose nel rispetto delle necessarie misure di sicurezza, cui ottemperare con cura, nel rispetto della normativa sanitaria e delle misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2. In virtù delle ultime disposizioni è necessario produrre e approvare un piano di organizzazione adeguato per questo si intendono avanzare alcune proposte:
1. La novena in programma dal 17 al 25 maggio dovrà essere celebrata nel rispetto delle distanze di sicurezza mettendo in atto un sistema di filtraggio con prenotazioni a rotazione che soddisferebbero gran parte dei fedeli
2. Le processioni previste come rito andrebbero completamente riviste e valutata la particolare contingenza sarebbe opportuno effettuare solamente il corteo religioso per la data del 26 maggio, con la possibilità di celebrare la funzione religiosa all’aperto in Piazza Duomo (con condizioni meteo avverse all’Interno della cattedrale) sempre con ingressi contingentati
3. La processione da effettuare lungo il percorso tradizionale di ogni 26 maggio dovrebbe essere aperta al solo carro N° 1 di San Pardo, ai suoi responsabili e a un’unica rappresentanza dell’autorità religiosa e civile, ai portatori delle statue dei santi sempre nel rispetto della distanza minima. I partecipanti autorizzati al fine di tutelare ulteriormente la pubblica incolumità potrebbero essere sottoposti a preventivo tampone
4. Sarebbe auspicabile prevedere comunque un servizio di sicurezza e di controllo adeguato
5. La celebrazione solenne e la processione andrebbero trasmesse in diretta per consentire a tutta la comunità di partecipare virtualmente
6. I costi per l’organizzazione potrebbero essere coperti da una raccolta fondi fatta tra i fedeli, così come avviene ogni anno per i festeggiamenti, con diverse modalità ma con lo stesso fine: onorare San Pardo, Santo Patrono della comunità frentana. Per quanto elencato, sarebbe prioritario istituire un tavolo tecnico per l’organizzazione di un alternativo svolgimento della festività patronale a cui dovrebbero partecipare il vescovo, i parroci, il Sindaco e l’amministrazione comunale, l’Associazione Pia dei Carrieri, le forze dell’ordine e le associazioni di Protezione Civile. Ci auguriamo che queste proposte siano spunto di riflessione e punto di partenza per una diversa, ma comunque significativa, celebrazione di uno dei punti saldi della comunità Larinese: San Pardo».

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