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Campobasso ‘rialza la testa’, ma tra i cittadini prevale la prudenza

Il bollettino invita ad un cauto ottimismo. Nel giorno della ripartenza in città non sono stati registrati nuovi casi di Covid. Inoltre un cittadino appartenente alla comunità rom è stato dichiarato ufficialmente guarito, mentre altri due sono stati dimessi dal reparto di Malattie infettive e continueranno le cure in isolamento domiciliare.
Nel frattempo la città ieri ha ‘rialzato la testa’, con la riapertura di tante attività commerciali che negli ultimi due mesi sono state costrette a restare ferme. Bar, negozi, parrucchieri, agenzie di viaggio, centri estetici e ristoranti, praticamente lo zoccolo duro del tessuto commerciale di Campobasso. Complice probabilmente il focolaio scoppiato nelle ultime settimane, ieri mattina c’è stata una sostanziale prudenza dei cittadini. A registrare il pienone – anche se rigorosamente su appuntamento e un cliente alla volta – sono stati i parrucchieri ed i barbieri. Lenta ripartenza per i bar, mentre i negozi erano quasi vuoti. Ad ogni modo, tutte le attività si sono adeguate alle rigorose norme di sicurezza: ingressi contingentati, dipendenti muniti di mascherine e guanti, sanificazione degli ambienti prima della riapertura.
Il sindaco di Campobasso, Roberto Gravina, e l’assessore alle attività produttive, Paola Felice, ieri mattina hanno voluto salutare di persona i commercianti alla ripresa del loro lavoro, anche per ascoltare direttamente da loro, impressioni e problematiche riscontrate, dalle quali trarre importanti spunti di riflessione per le prossime azioni operative da condurre.
«Era doveroso per me ascoltare dalla viva voce dei nostri commercianti non tanto la loro emozione, che è poi anche quella di tutti i cittadini campobassani che oggi (ieri,ndr) rivedono la nostra città rimettersi in moto, – ha dichiarato Gravina – ma soprattutto rendermi conto, in modo diretto, di come i nostri commercianti si stanno organizzando per far fronte alle nuove misure con le quali toccherà a tutti convivere per lungo tempo e che dovranno essere metabolizzate in fretta da ognuno di noi, per riuscire a dare così un nuovo slancio ad una fase economica maggiormente incentrata, ad esempio, proprio sul commercio locale e sulle produzioni del territorio, in ogni settore.
Devo ringraziare l’assessore Felice – ha voluto sottolineare il sindaco – per aver fatto sentire ai commercianti, con il proprio operato e con la capacità d’ascolto che le è stata riconosciuta, l’attenzione e la cura che l’intera Amministrazione comunale ha per il loro lavoro che consentirà una ripresa, con modalità sicure e rispettose dell’emergenza sanitaria del momento, anche di una socialità della quale una comunità non può fare a meno. Ora, la cosa più importante, è che tutti i cittadini siano coscienti che ci troviamo in un momento determinate di questa vicenda storica e che l’uso dei dispositivi personali di sicurezza, mascherine in primis nei luoghi pubblici al chiuso, così come il mantenimento di una distanza fisica necessaria ogni qual volta ci ritroviamo a parlare con qualcuno, sono misure essenziali e inderogabili che servono a proteggere la nostra comunità e aiutano anche, in modo indiretto, la stessa ripresa economica».
«La riapertura delle attività in città dopo questi mesi di chiusura forzata, comporta per i commercianti nuovi sforzi e nuove energie che vanno comprese dall’Amministrazione e dai cittadini. – ha aggiunto l’assessore Felice – Bisogna, come istituzioni, a tutti i livelli, rendersi maggiormente partecipi di un cambiamento che punti sulle semplificazioni e sulla sburocratizzazione, perché gli operatori commerciali hanno il bisogno di ripartire in sicurezza e non possono rischiare, né loro e né la nostra città, che ritardi dettati da passaggi non di loro competenza ne rendano complicata la ripresa. Il senso del saluto di ieri mattina come della riunione di domenica pomeriggio, è proprio quello di informare in modo chiaro i commercianti ma anche di recepire le loro osservazioni per stabilire insieme un nuovo processo di ripresa che tenga conto della sicurezza e sappia progettare, come stiamo già facendo da tempo, nuovi scenari per la ripresa economica e sociale della nostra città».

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