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Una ‘torre’ del Cardarelli per la cura di Sars-Cov2

Un altro contagio da Covid-19 ieri in Molise: si tratta di un altro appartenente alla comunità rom di Campobasso (che conta 96 contagiati). Sale così a 435 il numero dei casi di coronavirus in regione dall’inizio dell’emergenza. Sono 13.847 i tamponi processati (218 in più rispetto a martedì, ha riferito l’Asrem) e 581 quelli di controllo.
Sale a 228 il numero dei guariti: ieri se ne sono registrati 3 a Cercemaggiore e 1 a Campobasso.
Intanto in Regione e all’Asrem si sta lavorando al piano di riorganizzazione dell’offerta ospedaliera in emergenza Covid-19. Si tratta del piano previsto dall’articolo 2 del decreto Rilancio (box in pagina).
Gestione del paziente Covid a Campobasso, con una struttura ad hoc e adiacente al Cardarelli ‘ordinario’, «una torre Covid separata», spiega qualche dettaglio il governatore Donato Toma. I moduli di terapia intensiva esterni, una soluzione temporanea. I posti di terapia intensiva aumenteranno (è previsto sempre dalle disposizioni nazionali) nella misura di 0,14 ogni mille abitanti. Al Molise, dunque, tocca approntarne fra i 40 e i 50.
«Redatto dalle Regioni, viene poi proposto al governo e il ministero della Salute lo autorizza. Credo che quello a cui stanno lavorando i tecnici di direzione Salute e azienda sanitaria sarà pronto in settimana. Il commissario per l’emergenza Arcuri lo attua ma può delegare i presidenti», spiega Toma. Che ribadisce la scelta di centralizzare a Campobasso la cura del Sars-Cov2: «Il malato di Covid presenta molte necessità di assistenza, per questo la struttura che immaginiamo deve essere pensata come una branca a parte di un ospedale polispecialistico».
Con l’occasione Toma rilancia pure la sua idea di sanità, che adesso conta di proporre a Roma: Cardarelli dea di II livello, Termoli e Isernia di I livello, Larino e Venafro invece strutture per la cronicità ma riagganciate agli ospedali di riferimento (mentre oggi sono case della salute gestite dai distretti, quindi assistenza territoriale pura). E Agnone ospedale di area disagiata gestito in accordo di confine con l’Abruzzo.

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