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Prima uscita di Salvini dopo il lockdown: «In realtà che spesso Roma dimentica…»

Prima uscita di Salvini dopo il lockdown: «In realtà che spesso Roma dimentica...»

Superato da un leghista? Se ne dice contento. Contento che Zaia abbia stracciato tutti – da Conte al suo stesso leader di partito – nel sondaggio di Winpoll che ha monitorato anche l’apprezzamento sulla gestione dell’emergenza Covid di alcuni protagonisti nazionali e regionali.
Ora che però l’emergenza sanitaria sembra alle spalle, Matteo Salvini mette l’opzione sul tavolo: se Pd e 5s devono continuare a litigare su tutto, «meglio ridare la parola agli italiani». Il capo del Carroccio e leader in pectore del centrodestra, sulla questione giunta regionale ripete: i molisani hanno votato una squadra e un governatore. Riparte il suo tour sul territorio e riparte dal Molise e da una comunità di recupero, stasera a Rionero alle 18. «Una scelta controcorrente: da segretario nazionale di un partito, parto da una delle realtà più piccole, ahimè spesso dimenticate dalla politica romana», dice nell’intervista che andrà in onda stasera su Teleregione alle 22.40.
Perché una comunità di recupero, Salvini?
«Una comunità per chi ha problemi di alcol, droga perché il volontariato si è dimostrato una colonna in questi mesi. Poi ne approfitterò per incontrare amministratori, consiglieri, militanti del nostro movimento. Da troppo tempo mi aspettavano in Molise. Devo dire che mi manca il contatto con gli italiani, i molisani. Perché i problemi li capisci visitando di persona alcune strutture, difficilmente stando solo a Roma li capisci. In Parlamento c’è chi parla di droga libera, di gioco d’azzardo ovunque, scherzando con la vita degli italiani e soprattutto dei nostri figli. La droga è e rimane una bestia da combattere, un virus strisciante che sta aumentando i morti, le dipendenze. In qualunque ragione italiana io vada, cerco sempre di andare a ringraziare i volontari, i medici, i terapeuti e i ragazzi ospiti delle comunità di recupero. La droga va combattuta paese per paese, città per città».
È di pochi giorni fa l’ennesima operazione della procura di Campobasso, che ha disarticolato un’organizzazione criminale dedita allo spaccio. Combatterlo, per gli inquirenti guidati dal procuratore D’Angelo, è anche arginare i tentativi di infiltrazione.
«Ormai il business della ndrangheta, della mafia, della camorra e anche il business legato all’immigrazione clandestina riguarda soprattutto la droga e fino a che in televisione c’è il politico, il cantante, l’attore che quasi ride e scherza parlando di droga, il messaggio che arriva è devastante. Quindi ringrazio i questori, i prefetti, i poliziotti, i carabinieri, i volontari e i medici, quando sono stato alla comunità di San Patrignano ho imparato tante cose. E sono contento che la mia prima uscita pubblica non sia un comizio ma un omaggio a una comunità di recupero di ragazzi in difficoltà».
Un sondaggio Winpoll pubblicato dal Sole 24 Ore qualche giorno fa: il 56% degli italiani è poco o per nulla soddisfatto di come il governo Conte sta gestendo l’emergenza sanitaria. Il 67% poco o per nulla soddisfatto di come sta gestendo quella economica. Infine, il 54% vuole nuove elezioni dopo la fine dell’emergenza.
«Io credo poco ai sondaggi, sia in tempo di pace sia in tempo di virus. Cerco quotidianamente di rispondere, nei limiti del mio tempo, a messaggi, whatsapp, mail, telefonate. C’è il problema enorme della cassa integrazione, che a centinaia di migliaia di lavoratori non è mai arrivata ed è passato marzo, aprile, maggio e ormai siamo a giugno. C’è il problema enorme delle difficoltà ad avere soldi in banca. Il governo aveva preannunciato 400 miliardi per famiglie e imprese, ad oggi forse ne sono arrivati 20. Il decreto è complicato, c’è troppa burocrazia, ci sono troppi lavoratori ed imprenditori esclusi. Quindi, non mi stupisce che tanti italiani si aspettino che alle promesse seguano i fatti. E ancora, c’è il tema enorme della scuola, perché non c’è fase 2 senza la riapertura delle scuole. Se ne sta discutendo in Parlamento, però purtroppo il ministro prima di settembre non intende riaprire né scuole né università, mentre tutta Europa ha già riaperto le scuole dei nostri figli. Non mancano le proposte della Lega, anche sui 600 euro che a tantissimi non sono arrivati. Fino ad ora non è che ci abbiano ascoltato molto. Però noi insistiamo».
Stesso sondaggio, nel gradimento sulla gestione della crisi Zaia straccia tutti. Straccia Conte, 54% contro il 32. E straccia anche lei che è al 21%…
«Se devo essere superato son contento di essere superato da un leghista…».
Ma non piacerà un po’ troppo questo Zaia?
«No assolutamente, anzi per me è un orgoglio che ci siano sindaci e governatori della Lega amati e apprezzati nel resto d’Italia e anche d’Europa. Stiamo coltivando una classe dirigente che mi piacerebbe presto si facesse valere anche in Molise. E poi con Luca vado d’amore e d’accordo…».
Il Veneto, a proposito: modello trasversalmente riconosciuto nella gestione del Covid. Mentre la Lombardia è sotto attacco. Tralascio le polemiche, le chiedo però di commentare una differenza nella risposta sanitaria, di due Regioni tradizionalmente guidate dalla Lega, che è un dato di fatto
«La bomba è esplosa in Lombardia, una regione con 10 milioni di abitanti. Solo Milano e provincia fanno 4 milioni di abitanti, con una densità di popolazione che ha pochi eguali in Europa. Dove esplode la bomba, puoi solo rimboccarti le maniche – e questo hanno fatto medici, infermieri, volontari, dirigenti, sindaci, assessori – e cercare di aiutare più persone possibile. Io ricordo che il sistema lombardo fino all’anno scorso, e sicuramente riprenderà a farlo da adesso, è quello che ha curato più cittadini italiani da tutte le altre regioni, 150mila e anche dal Molise. Purtroppo, io dico. Perché dovrebbero esserci sanità uguali in Molise, in Calabria, in Puglia, in Campania. Purtroppo 150mila italiani ogni anno devono far la valigia e prendere il treno, la macchina o l’aereo per farsi operare o visitare negli ospedali lombardi. A maggior ragione, che qualcuno al governo – qualche parlamentare del Pd o dei 5s – abbia avuto il pessimo gusto di sottolineare quasi con soddisfazione il numero di morti fra Bergamo, Milano e Cremona è qualcosa di non commentabile».
Il Presidente Mattarella invece ha trascorso il 2 giugno a Codogno.
«E lo ringrazio dal profondo del cuore, perché è venuto laddove la ferita è più aperta, dove ci sono stati più morti, più drammi, più pianti, più paura. Il Presidente della Repubblica ha dimostrato quella saggezza che altri politici purtroppo non hanno dimostrato in queste settimane».
Torniamo indietro, Salvini: non mi ha detto se secondo lei si deve andare a nuove elezioni.
«Prima bisognava superare l’emergenza sanitaria e i numeri di questi giorni fortunatamente ci dicono che pare – anche se è necessario tenere sempre gli occhi aperti perché il nemico è alle porte – che giorno dopo giorno aumentino i guariti e diminuiscano i contagi. Sicuramente se il governo deve continuare a litigare sulla scuola, sulla giustizia, sul Mes, sull’Europa, sul taglio delle tasse, sulle infrastrutture… In Italia ci sono 70 cantieri di grandi opere fermi perché non si mettono d’accordo fra Pd e 5 Stelle. Ecco, siccome in autunno si voterà il referendum per il taglio dei parlamentari, piuttosto che vedere un governo che va avanti a litigare, tanto vale restituire la parola agli italiani».
Faccio due conti in casa del centrodestra: Fratelli d’Italia sale.
«Finché cresce il centrodestra, è una buona notizia per tutti…».
Forza Italia cresce meno e fa un po’ da cuscinetto anche nell’atteggiamento sul governo.
«Guardi, i miei avversari sono a sinistra, Pd e 5Stelle che stanno approvando una sanatoria per 500mila clandestini. La Lega è e rimane ampiamente il primo partito, se anche gli altri alleati crescono portano quel valore aggiunto che abbiamo dimostrato per esempio alle regionali in Molise.
Ci sono due idee di Italia diverse. Noi abbiamo l’idea di Italia fondata sulla libertà: di impresa, di movimento, educativa, di culto. Quindi taglio della burocrazia, via il Codice degli appalti, regole, regolette, vincoli, diecimila controlli per aprire un cantiere o un negozio. Dall’altra parte, c’è un’Italia fondata sulla Cgil: sulla burocrazia, lo strapotere dei sindacati, le lungaggini, le migliaia di controlli. Io penso che l’Italia abbia bisogno di libertà, di cantieri, strade, ponti, porti, aeroporti, ferrovie. Se non riparte il lavoro rischia di fare più vittime la fame di quante non ne abbia fatte il virus».
Lei fa l’esempio delle regionali del Molise. Ma siete ancora fuori dalla giunta e il commissario Colla ha detto: siamo all’opposizione. Anche lei ha chiuso questa porta?
«Io non chiudo mai nessuna porta. Rispetto il voto dei molisani che hanno scelto un governatore e una squadra di centrodestra dando tanta fiducia alla Lega. Non ho ancora capito perché il governatore dopo un po’ di tempo abbia messo la Lega fuori dalla porta, come se il voto dei molisani non contasse. Per me non fanno differenza le poltrone, altrimenti non avremmo lasciato sette ministeri nel nome della coerenza e del rispetto degli italiani quando i 5 Stelle bloccavano tutto e tutti. Però onestamente non ho capito questi cambi di umore e di idee del governatore del Molise che non corrispondono al volere dei molisani. Su sostegno alle imprese, sanità, turismo, agricoltura, sicurezza, ovunque governi in Italia la Lega porta il suo valore aggiunto. Mi piacerebbe lo potessimo fare anche in Molise. Spero non ci siano volontà di spartizione di poltrone fra altri perché non sarebbe rispettoso del voto dei molisani».
Le due consigliere espulse, il commissarimento della sanità che avete votato insieme ai 5s e altre indicazioni o decisioni della Lega: Toma dice che lo hanno messo in difficoltà, creato tensioni in maggioranza. È su questo aspetto che vuole un chiarimento.
«Ma se ne è accorto dopo un anno? Quello che sottolinea risale a un anno, un anno e mezzo fa»
Magari ha sopportato per un anno.
«Ma non si fa così, dai. I molisani hanno votato un programma, una squadra, candidati e un governatore. Se lui decide che vuole far da solo, senza la Lega e fregarsene del voto dei molisani lo faccia. Secondo me non fa un buon servizio. Ripeto, la Lega è presente in giunta in Sicilia, in Calabria, in Sardegna, in Veneto, in Piemonte e in Abruzzo e ovunque non chiediamo posti, chiediamo idee, di portare soluzioni. Se a qualcun altro interessa la poltrona mi spiace».
Alle regionali di settembre mira più allo scalpo di Rossi in Toscana o di De Luca in Campania?
«A scalpo giocavo quando ero boy scout… Il fazzoletto che avevamo al collo, da lupetti, si chiamava ‘promessa’ e c’era un gioco in cui l’obiettivo era portare via lo scalpo e quindi il foulard al compagno di campo scout… Qui ci sono sei regioni che vanno al rinnovo a settembre e alcune sono evidentemente male amministrate. Hanno una qualità di ospedali, trasporti, gestione dei rifiuti e di case popolari che sicuramente meritano migliore. Quindi io spero che la Lega possa dare ai campani, toscani, pugliesi o marchigiani le stesse soluzioni che stiamo dando in Veneto e ovunque governiamo in Italia».
Fase 3, l’auspicio di Salvini.
«Lavoro, lavoro, lavoro. E poi aggiungo, il Molise ha posti stupendi. Non ci vogliono in vacanza in Grecia, in Spagna, in Austria? Peggio per loro, abbiamo il mare più bello del mondo, i territori e le città più belle del mondo, vorrà dire che chi potrà permettersi qualche giorno di vacanza, quest’anno starà in Italia. Evviva le bellezze del Molise, non abbiamo bisogno di andare a mendicare di farci ospitare in altri Paesi del mondo».
rita iacobucci

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