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Bus turistici, il grido d’aiuto: «Un’ordinanza per ripartire»

Bus turistici, il grido d’aiuto: «Un’ordinanza per ripartire»

«Ripartono gli sport di contatto, la normalità degli svaghi come è giusto che sia ma noi siamo ancora in attesa di un provvedimento che ci consenta di tornare a lavorare, che riporti un po’ di serenità economica nelle vite stravolte dal Covid 19». Il Governo Conte non provvede, le Regioni vanno in ordine sparso: caos e problemi nel settore trasporti che non riguardano di certo solo i bus di linea, quelli urbani ed extraurbani.
C’è tutto un mondo che lavora in questo ambito, soprattutto nel periodo estivo: i bus con conducente, quelli che si occupano dei trasferimenti di gruppi in gita o che devono raggiungere aeroporti o porti, luoghi di vacanza, sono di fatto ‘a mezzo servizio’. Non solo grandi bus turismo, nei fatti: anche minivan, taxi. Alcune Regioni hanno emesso ordinanze che permettono la ripresa “a pieno carico” per posti a sedere per il settore del trasporto pubblico comprensivo del noleggio con conducente. Tra queste, attualmente, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Puglia e Veneto, Trentino Alto Adige, Piemonte. Ergo, gli operatori Ncc (noleggio con conducente) potranno finalmente “riempire” il proprio mezzo in base ai posti consentiti da omologazione ed indicati nella carta di circolazione, fermo restando le linee guida antiCovid. Non c’è un provvedimento univoco, dal Governo, quindi che valga sull’intero territorio nazionale ma tante ordinanze regionali. In Molise si lavora ‘a mezzo servizio’, con le prescrizioni anticontagio ancora completamente vigenti che limitano, quindi, il numero di passeggeri e quindi i posti a sedere sui mezzi. È Carlo Santilli, responsabile delegato del settore Ncc del Molise, a raccontare l’attesa di un intero comparto che di fatto coinvolge centinaia di persone. «Non abbiamo di certo aumentato i costi per il noleggio con conducente – spiega subito -, non vogliamo fa ricadere ulteriormente le difficoltà che viviamo sugli utenti ma è evidente che un conto è dividere la somma per noleggiare un bus fra 50 persone, altro è farlo in 35». Una azienda familiare, la sua, che porta avanti con sacrificio e dedizione assieme al padre. Nessun sostegno al reddito, racconta. «Abbiamo, come altri imprenditori del settore, partecipato ai bandi ma non abbiamo ancora idea se siamo in graduatoria, se siamo fra quelli che percepiranno questi aiuti. Fa specie constatare che in molte altre regioni, quasi tutte del Nord, i vincoli sul numero di passeggeri sono in via di cancellazione. Eppure si tratta di zone dove si sono registrati numeri elevati di casi di Covid 19, dove l’emergenza sanitaria è stata devastante in termini di malati e di decessi. Anche nel centro-sud qualcosa si muove nella stessa direzione da qualche giorno. In Campania dovrebbe essere emessa una ordinanza a breve, in Puglia e Sicilia già da qualche giorno è stata ripristinata la capienza originaria consentendo al settore di ricominciare a fare attività imprenditoriale. In Molise, al momento, siamo in attesa». Una delegazione del settore ha incontrato a fine giugno il presidente Donato Toma con il quale si è ampiamente ragionato delle difficoltà e delle esigenze del settore, della necessità che la ripartenza potesse coinvolgerli. «Anche noi aspettiamo questa ordinanza, che coinvolge addetti e lavoratori, famiglie che lavorano in questo settore». Non nasconde l’amarezza, Carlo Santilli. «A conti fatti noi, piccola azienda a conduzione familiare, rispetto allo scorso anno abbiamo perso il 90% degli incassi. Le aziende del trasporto pubblico sono state pagate, anche se al 70% del totale, nonostante la cancellazione di corse e la diminuzione dei chilometri percorsi». In Molise sono una quarantina le aziende del settore Ncc, vivono tutte le stesse difficoltà. «Ora ci occupiamo del servizio mare, da Bojano verso la costa, e di qualche gita domenicale ma di certo non si può pensare di affrontare i prossimi mesi partendo da queste basi». Ripartire, mai verbo fu così azzeccato. Nel rispetto delle prescrizioni anticontagio ma a carico pieno. Solo così si potrà ingranare di nuovo la marcia.

ls

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