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Migranti sfuggono alla sorveglianza sanitaria, pugno duro di Conte

Migranti sfuggono alla sorveglianza sanitaria, pugno duro di Conte

«Non possiamo tollerare che si entri in Italia in modo irregolare» e «non possiamo permettere che i sacrifici» fatti dal Paese «siano vanificati».
Lo ha detto il premier Giuseppe Conte nel corso del punto stampa da Cerignola. «Dobbiamo intensificare i rimpatri», ha aggiunto. «Non si entra in Italia in questo modo e soprattutto in questo momento di fase acuta non possiamo permettere che la comunità internazionale sia esposta ad ulteriori pericoli non controllabili. Ci sono migranti che tentato di sfuggire alla sorveglianza sanitaria: non ce lo possiamo permettere. Dobbiamo essere duri, inflessibili. Stiamo collaborando con le autorità tunisine, è quella la strada. Noi dobbiamo contrastare i traffici e l’incremento degli utili da parte dei gruppi criminali che alimentano questi traffici illeciti», ancora Conte.
Non solo a Campomarino, una cinquantina di tunisini ieri ha scavalcato la recinzione della tensostruttura di Porto Empedocle. L’altro ieri 18 migranti si sono dati alla fuga dal Cas di Cori, in provincia di Latina. In alcuni casi sono stati ripresi dalle forze dell’ordine, ma al problema di ordine pubblico e legalità oggi si aggiunge quello di pubblica incolumità per via del coronavirus.
«Se c’è una cosa che non ci viene rimproverata – ha perciò detto Conte ieri mattina a Cerignola – è l’aver affrontato l’emergenza mettendo al primo posto la tutela della vita e della salute dei cittadini. Ovviamente siamo molto responsabili. Non possiamo trascurare e rimanere indifferenti alla recessione economica che l’Italia, l’Europa e tutto il mondo sta affrontando. Stiamo contemperando questi interessi. Al primo posto sappiamo cosa c’è e per questo che raccomandiamo e continueremo a raccomandare il rispetto di queste minime regole precauzionali».

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