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Elezioni ‘self service’: causa Covid lo scrutatore non imbuca le schede

Elezioni 'self service': causa Covid lo scrutatore non imbuca le schede

Elezioni al tempo del Covid: a riporre la scheda, dopo l’espressione della preferenza in cabina, non sarà lo scrutatore ma l’elettore.
Lo prevede il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri nell’ultima seduta di venerdì. Non si potrà, dunque, consegnare la scheda agli operatori del seggio. Questo, spiega il comunicato di Palazzo Chigi, per tutelare la salute dei componenti dei seggi elettorali e dei cittadini che eserciteranno il diritto di voto nelle consultazioni indette per l’anno in corso.
Il testo, inoltre, detta una disciplina speciale relativa alla costituzione delle sezioni elettorali ospedaliere nelle strutture sanitarie che ospitano reparti Covid-19 (per esempio quindi il Cardarelli di Campobasso), deputate a svolgere, oltre alle operazioni di raccolta del voto, anche quelle di spoglio delle schede votate. Viene poi individuata la procedura per l’esercizio domiciliare del voto per gli elettori sottoposti a trattamento domiciliare o in condizioni di quarantena o di isolamento fiduciario.
I dettagli del provvedimento non sono ancora noti, ma le informazioni fornite dal comunicato del governo danno già l’idea dello sforzo organizzativo aggiuntivo che sarà richiesto alle istituzioni coinvolte.
Il 20 e il 21 settembre si vota per amministrative e regionali. In Molise, solo per le comunali: alle urne per il rinnovo della carica di sindaco e dei Consiglio comunali vanno 20 centri. Si tratta di Bojano, Bonefro, Casalciprano, Cercepiccola, Lupara, Montenero di Bisaccia, Pietracatella, Pietracupa, Provvidenti, Roccavivara, San Giuliano del Sannio, Agnone, Conca Casale, Montenero Val Cocchiara, Poggio Sannita, Pozzilli, Roccasicura, Sant’Angelo del Pesco, Santa Maria del Molise e Sesto Campano.
I molisani, inoltre, come il resto degli italiani sono chiamati al voto sempre il 20 e 21 settembre (dalle 7 alle 23 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì) per il referendum per la riduzione dei parlamentari. Prevista da una legge costituzionale che non ha avuto la maggioranza di due terzi, porta il numero dei deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200. Si tratta di una consultazione confermativa: votando sì si approva la norma e quindi il taglio, votando no si lascia tutto com’è.
Riponendo, comunque, da soli la scheda nell’urna.

r.i.

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