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Venafro, tasse e bilancio: lacrime e sangue fino al 2023 per ripianare i debiti passati

Venafro, tasse e bilancio: lacrime e sangue fino al 2023 per ripianare i debiti passati

Lacrime e sangue per tutti i venafrani, almeno fino al 2023: proprio così. Il piano di rientro, decennale, approvato nel 2013, rimodulato nel 2016, scadrà proprio il 2023. Gli errori di chi ha amministrato nel passato, li stanno pagando i cittadini. Infatti, ogni anno dalle casse comunali che vengono rimpinguate quasi esclusivamente dagli introiti delle tasse, si prendono circa 700mila euro per riparare al buco di quasi 6 milioni di euro, provocato dalla scellerata gestione della ex Neptun (sistema integrato delle acque concesso ai privati agli inizi degli anni 2000), dalle tante sentenze di condanna dell’ente per debiti non saldati e così via.
Non si possono bandire concorsi, nessuna spesa superflua, nessun incarico fiduciario: la macchina comunale fatica ad andare avanti anche perchè può contare, alla data odierna, solo su 29 dipendenti effettivi, per un Comune che dovrebbe avere circa 70 dipendenti.
In questo quadro è caduto nel vuoto l’emendamento presentato dall’ex capogruppo di maggioranza Srtefano Buono, tendente a rivedere al ribasso l’aliquota Imu, portata al massimo negli anni per i problem legati ai debiti accumulati negli anni passati.
Il vicesindaco con delega al bilancio Marco Valvona durante il Consiglio comunale di venerdì sera, ha risposto per le rime a Buono e a i consiglieri di opposizione Nicandro Cotugno e Adriano Iannacone sull’argomento: «Quando ho letto l’emendamento del consigliere Buono, in un primo momento mi è venuta una tentazione, quella di dare seguito a quanto contenuto nel testo. Ma poi, ho chiesto il parere agli uffici comunali competenti che, senza ombra di dubbio, hanno bocciato l’ipotesi avanzata dal consigliere Buono con una dettagliata relazione. Qui occorre mantenere i conti in ordine, garantire i servizi e onorare i debiti contratti nel passato e non sto qui a fare il processo all’intenzione a nessuno. Siamo con le spalle al muro fino al 2023. Il piano di rientro scadrà per quella data, poi si potrà passare a parlare di investimenti, di abbassamento delle tasse e di quant’altro possa soddisfare le sacrosante aspettative dei nostri cittadini. Questa amministrazione non ha nessun collaboratore esterno, tagliato tutto quello che si poteva tagliare. E proprio quest’anno non è proprio il caso di parlare di abbassamento delle tasse e per noi ancora di più per i motivi che ho appena illustrato. L’emendamento del consigliere Buono è irricevibile, perchè non tiene conto della situazione finanziaria del Comune di Venafro e si basa su ipotesi campate in aria».
Stizzita la reazione di Buono che ha sottolineato come «sarebbe il caso di cominciare a studiare di più su possibili aggiustamenti sul piano della tassazione perchè, in questo momento così delicato, i cittadini vorrebbero un segnale da chi li amministra. Perchè devono essere i cittadini a pagare gli errori di chi ha amministrato questa città e che ancora oggi siedono anche in questa maggioranza?».
Valvona nella replica ha sottolineato «le inesattezze del consigliere Buono che chiede di tagliare le tasse nell’anno peggiore per Venafro e l’intero Paese». Sulla linea di Buono comunque si è allineata tutta l’opposizione, sollecitando la maggioranza a rivedere qualcosa per abbassare significativamente la pressione fiscale che arriva addirittura al 60% per i contribuenti venafrani.
Per dovere di cronaca, la maggioranza ha approvato tutti i punti all’ordine del giorno: variazione d’urgenza al bilancio di previsione 2019/2021 annualità 2020 per l’emergenza Covid-19, nuovo regolamento Imu, aliquota Imu 2020, aliquota addizionale Irpef 2020, nuovo regolamento Tari, approvazione provvisoria tariffe Tari (da ottobre tariffazione premiante con un abbattimento fino al 20% della tassa). Sciolta anche la convenzione con il Comune di Caprocotta per il segretario comunale.

Marco Fusco

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