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Caso Scazzi, il libro-inchiesta di Gazzanni e Piccinni diventa serie tv e documentario

Dieci anni fa, era il 26 agosto: in un pomeriggio assolato, lungo le strade deserte di Avetrana, Sarah Scazzi spariva misteriosamente mentre a piedi si dirigeva verso la casa della cugina Sabrina. Dieci anni dopo, quello che poi si è rivelato essere un efferato omicidio commesso in famiglia, sul quale resta sospesa più di qualche ombra, diventa una serie televisiva basata sulla recente fatica letteraria di due giornalisti, non nuovi alle inchieste difficili: si tratta dell’isernino Carmine Gazzanni e della tarantina Flavia Piccinni che a fine luglio hanno presentato il loro libro-inchiesta «Sarah. La ragazza di Avetrana» proprio nel capoluogo di provincia, nell’ambito delle iniziative portate avanti dall’associazione dedicata al compianto Francesco Casale. Una serie tv con la regia di Filippo Mezzapesa e un documentario diretto da Christian Letruria: entrambi i progetti saranno prodotti da Matteo Rovere per Groenlandia (producer di Smetto Quando Vogliosaga, Moglie e Marito, Il Primo Re, Croce e Delizia, Il Campione). La produzione ha acquisito i diritti per sviluppare il progetto dal libro firmato da Piccinni e Gazzanni che, pubblicato da Fandango Libri a fine luglio, è già alla seconda ristampa e ha riportato al centro dell’opinione pubblica il caso con inquietanti rivelazioni. Nel libro – come racconta l’Ansa – con materiali inediti, anche una lettera che Misseri ha scritto dal carcere alla Piccinni e Gazzanni in cui ribadisce la sua colpevolezza e racconta la sua infanzia. Un caso che ha sconvolto l’Italia intera: il corpo della quindicenne fu trovato dopo 42 giorni di ricerche in un pozzo di campagna. A portare gli inquirenti in quel luogo di morte, Michele Misseri, lo zio che si accusò dell’omicidio salvo poi ritrattare, accusare la figlia Sabrina e poi ribadire la propria colpevolezza. La verità giudiziaria, però, ha indicato come colpevoli del crimine la zia e la cugina di Sarah, Cosima Serrano e Sabrina Misseri. Le due sono state condannate all’ergastolo ma si professano innocenti. Mentre, dalla casa di Avetrana, zio Michele continua a ribadire la propria colpevolezza. I due autori, ieri pomeriggio, sono stati ospiti de «La vita in diretta – Estate» che ha dedicato un ampio approfondimento al terribile delitto di Sarah, alle diverse tesi investigative, alle posizioni degli avvocati e alla ricostruzione puntuale dei fatti, contenuta nel libro inchiesta che diventa la base della serie tv e del documentario. A conferma della validità dell’impianto sul quale il lavoro dei colleghi Gazzanni e Piccinni si basa, basti pensare che è la prima volta, da quando è stato commesso l’omicidio dieci anni fa, che una società di produzione acquista i diritti per sviluppare un progetto televisivo e di approfondimento.

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