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Lavori di utilità diffusa, Toma: dai Comuni solo 69 nominativi

Lavori di utilità diffusa, Toma: dai Comuni solo 69 nominativi

«La Regione ha ricevuto dai Comuni 69 schede, per altrettante unità impiegate nei lavori di utilità diffusa, e le ha inserite nel ‘sistema informativo percettori’», la cinghia di trasmissione con l’Inps che in base alla convenzione stipulata deve materialmente pagare gli interessati.
Lo riferisce il presidente della Regione Donato Toma a Primo Piano Molise. Della questione ci siamo occupati su queste colonne già da qualche settimana, dopo la segnalazione di alcuni amministratori locali. Che, alcuni dalla prima decade di maggio (appena dopo il lockdown) e altri da giugno, hanno avviato i progetti approvati da Palazzo Vitale qualche mese prima e dato la possibilità a disoccupati che non percepiscono sostegni al reddito di rendersi utili e guadagnarsi l’indennità di 600 euro prevista dall’iniziativa. Il saldo, così è previsto, è bimestrale. Però queste persone, che hanno fatto sacrifici anche economici per andare a lavorare, non hanno ancora ricevuto nulla. Dall’Inps, le amministrazioni che hanno chiesto spiegazioni si sono sentite rispondere che il ‘sistema’ per il flusso di informazioni non funziona a dovere.
I progetti approvati sono 93 e 518 le persone complessivamente impiegate. A disposizione, ci sono tre milioni e mezzo stanziati nell’ambito del piano di politiche attive del lavoro dalla giunta Frattura. Del caso si è occupato anche il consigliere regionale dem Vittorino Facciolla, puntando il dito proprio contro la Regione. «L’attuale governo regionale non ha fatto le uniche due cose che avrebbe dovuto fare: registrare i 518 nominativi sul portale Sip ed inviare all’Inps (soggetto che materialmente aveva il compito di erogare i pagamenti) gli elenchi dei nomi ed i rispettivi importi che gli spettavano, ben 518 famiglie sono senza stipendio da mesi».
Toma spiega che «allo stato, alla Regione su 518 lavoratori sono pervenuti dai Comuni i nominativi di 69 persone (dai al 4 settembre, ndr) che hanno maturato i requisiti per il pagamento. E sono stati inseriti nel Sip. Il resto non possiamo inserirlo noi. Sono le amministrazioni che devono comunicarci: Tizio ha svolto questo lavoro e maturato questo compenso. Per velocizzare ho anche rafforzato il numero di funzionari che lavorano a queste pratiche, con altri due accessi al sistema informativo. Man mano che ci arrivano i dati noi continueremo con l’inserimento. Adesso – chiude il presidente – tocca all’Inps».

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