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Una figlia contesa: il pm indaga, il Tribunale l’ha già affidata alla mamma

Una figlia contesa: il pm indaga, il Tribunale l'ha già affidata alla mamma

Due professionisti, che per amore hanno deciso di cambiare radicalmente la propria vita. Che hanno coronato quel sogno mettendo al mondo una bimba che adesso è al centro di una contesa giudiziaria che coinvolge due Stati, due tribunali e due vite che ormai ‘parlano’ a colpi di carte bollate e attraverso gli avvocati.

Il primo round di questa vicenda, simile a tante altre che parlano di amori ormai finiti e di figli contesi, se lo è aggiudicato la mamma, assistita dall’avvocato Alexandro Maria Tirelli (nella foto in homepage), una sorta di mastino del diritto, di famiglia e internazionale. Ma, sebbene il Tribunale Civile di Campobasso abbia assegnato il punto alla signora, c’è una inchiesta della Procura del capoluogo, guidata da Nicola D’Angelo, che sta percorrendo una strada autonoma. E per i magistrati di viale Elena, il caso – penalmente rilevante – della piccola contesa non può essere archiviato. Si conoscono a Madrid, nel 2016, i due protagonisti di questa storia d’amore finita malamente: professionisti dello stesso settore lavorativo, si innamorano. Lui è molisano, di un paese della provincia di Campobasso. La historia de un amor procede a gonfie vele e arriva la decisione convinta di allargare la famiglia. Tre anni fa circa, a Madrid, nasce la piccola. Un momento di gioia che spalanca la porta alla decisione di stravolgere ulteriormente le esistenze: trasferirsi in Molise, per la donna, è un passo davvero rilevante. Ma l’amore non conosce limiti, paure, frontiere. Giugno 2018: la donna lascia la sua professione, la splendida città europea dove vivono e si trasferisce per amore nella piccola cittadina della provincia dove il suo compagno è nato e cresciuto. Con il passare dei mesi, la situazione diventa difficile. Forse incomprensioni come ce ne sono in ogni coppia, forse il sentirsi costretta in una realtà così diversa e lontana dal proprio mondo, magari la solitudine e quel microcosmo troppo piccolo da sopportare. Natale 2019: la famiglia parte per Madrid, raggiunge i nonni materni. Qualcosa si rompe, quel filo che ogni giorno diventava sempre più debole e consunto, alla fine si spezza. Come da programma, il 7 gennaio lui riparte per l’Italia e il Molise, lei – con un biglietto già pronto – avrebbe dovuto raggiungerlo una settimana dopo. Ma quella donna non è mai arrivata, quell’aereo – assieme alla piccola – lei non lo ha mai preso. Restano a Madrid, la storia cambia ritmo e scenario: non c’è più il calore della casa dove i tre vivono, non ci sono più gesti d’affetto e parole d’amore. No, inizia il calvario delle telefonate urlate, del dolore e delle accuse reciproche, degli avvocati. Il caso finisce in Tribunale: il papà vuole la figlia, che è rimasta con la mamma in Spagna. Rivuole la sua piccola e chiede che la mamma versi un assegno mensile per il mantenimento. In Spagna la questione è pressoché identica: la donna non cede. Del resto la bimba è nata in Spagna, non ha mai avuto residenza in Italia. Persino il servizio sanitario che se ne occupa è ancora quello spagnolo. Prendono il via due distinti procedimenti giudiziari: uno in Spagna, l’altro presso il Tribunale civile di Campobasso che, il 2 settembre scorso, ha messo il primo punto a questa vicenda. Nell’attesa delle decisioni delle giustizia spagnola, in via provvisoria ed urgente i giudici di viale Elena hanno affidato la piccola ad entrambi i genitori ma lei resterà con la mamma nella casa di Madrid, il papà dovrà versarle il mantenimento mensile. Affido condiviso, quindi. L’avvocato Tirelli tira dritto. «Due Paesi che si ritengono giuridicamente responsabili, l’Italia e la Spagna. Oggi non posso che dirmi soddisfatto della decisione assunta dal Tribunale civile di Campobasso, è evidente. E spero che la Procura si allinei a tale decreto di cui non era a conoscenza quando ha chiuso le indagini preliminari». E già, perché non solo la Giustizia spagnola dovrà mettere un altro punto fermo alla vicenda. C’è sempre la Procura di Campobasso che, come ha messo nero su bianco il primo settembre scorso, non ritiene che il caso possa essere archiviato. Sottrazione e trattenimento di minore all’estero, questo il capo d’accusa che pende sulla donna. Che rischia la sospensione dell’esercizio della potestà genitoriale.

ppm

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