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Senza stipendio da mesi, arriva la ‘tegola’ dell’Inps: i dati immessi sono errati

Senza stipendio da mesi, arriva la 'tegola' dell’Inps: i dati immessi sono errati

La notizia che mai avrebbero voluto ascoltare si è palesata con una mail: i lavoratori impegnati nei progetti di utilità diffusa (oltre 500) dovranno pazientare ancora per vedere accreditato il bonifico delle spettanze dovute.
Nel rimpallo delle responsabilità tra Regione e Inps, il chiarimento arrivato via posta certificata ad una lavoratrice che ha deciso di vederci chiaro, ‘chiude’ la questione (e ne apre evidentemente un’altra). «Provvederemo a liquidare lei e tutti gli altri aventi diritto non appena perverranno i dati telematicamente dagli uffici competenti della Regione Molise» il messaggio ricevuto da una delle lavoratrici in attesa da quattro mesi di ricevere lo stipendio. Ma come? I dati dalla Regione non erano già stati trasmessi all’Inps? La domanda, legittima, è stata posta all’Istituto cui tocca pagare le spettanze. Ebbene sì, la Regione ha finito le procedure di inserimento dei dati ma – questo pare sia stato comunicato agli amministratori – erano errati. Ergo, dovranno essere inseriti nuovamente. Il che significa, in parole povere, che l’attesa di veder accreditate le spettanze dovute si allungherà ulteriormente.
Il caso del mancato pagamento dei lavoratori impiegati nei progetti di utilità diffusa bolliva in pentola da 120 giorni più o meno. Ed è scoppiato l’11 settembre scorso quando una lavoratrice ha raccontato la sua odissea lunga 4 mesi (che è identica a quella degli altri impiegati come lei nei progetti). L’iter per il pagamento delle spettanze è come sempre complicato: i Comuni inviano alla Regione i dati relativi alle persone utilizzate per poter procedere con il pagamento. Tali dati vengono inseriti – dalla Regione – nel sistema informativo Sip. È il presidente Toma a chiarire, nei giorni scorsi, anche il dato numerico: al 4 settembre, sono pervenuti alla Regione solo 69 nominativi su 518. Ma nonostante i dati di quelle decine di lavoratori siano stati inseriti, le spettanze dovute non risultano essere state accreditate. È evidente il problema, ulteriore, che si abbatte sulle persone coinvolte e che subiscono i ritardi: si tratta di disoccupati, che non hanno accesso ad alcun sussidio. Per i quali quello stipendio, circa 600 euro al mese, è davvero come la manna dal cielo. L’Inps comunica ufficialmente che i dati inseriti dalla Regione Molise sono errati, che la procedura – quindi – dovrà ricominciare daccapo. L’unica soluzione potrebbe essere autorizzare i Comuni ad anticipare le somme dovute, come richiesto giorni addietro dalla sindaco di Limosano, scesa al fianco della lavoratrice che da quattro mesi aspetta di poter finalmente utilizzare il suo stipendio.

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