Menù

Nodi al pettine nel centrodestra, Iorio: Toma non vuole unire

Nodi al pettine nel centrodestra, Iorio: Toma non vuole unire

«È evidente che ora tutti i nodi sono venuti al pettine. Questa coalizione è nata male e il presidente non ha mai manifestato la volontà di tenerla unita».
Dagli scontri interni al centrodestra, provocati dal responso delle amministrative e in particolare da quel che è avvenuto a Bojano, l’ex governatore Michele Iorio trae l’ennesima conferma delle sue convinzioni. Fuori dalla maggioranza consiliare, politicamente nel centrodestra dove però non è riuscito a giocare il ruolo di padre nobile. Epperò gli eredi che visibilmente mal sopportano i suoi consigli e lo ritengono ingombrante litigano fra loro, vanno – come lo stesso presidente del Consiglio Micone ieri ha detto da queste colonne – in ordine sparso. Iorio punta il dito sul capo: «Toma ha sempre preferito dividere l’uno dall’altro e adesso credo sia troppo tardi per recuperare. Finora è stata una guerra continua, sarà difficile che al giro di boa, la scadenza di metà mandato, si rimettano le cose a posto. Penso che la maggioranza in Consiglio si dissolverà: su cosa dovrebbe coalizzarsi se non si individua un progetto? Siamo alla politica del giorno per giorno, credo che il Toma stia mostrando molti limiti, come presidente e come capo della coalizione». A chi gli fa notare che forse il problema dello schieramento è in radice, nella sua genesi, peraltro affrettata, Iotio risponde: «Sì, arrivammo all’ultimo momento. Ma poi Toma ha avuto tutto il tempo per capire i meccanismi e recuperare. Credo che, alla fine di tutto, sia una persona non incline al dialogo, abituato a decidere da solo, più un padrone del vapore che un presidente di Regione».
Che l’unica soluzione per lui sarebbe il ritorno al voto lo dice da tempo, «ma io non ho i numeri per arrivare all’obiettivo».
Quindi, Iorio rinnova l’appello: «Troviamo soluzione, in Consiglio, ai problemi. Alla riorganizzazione delle cariche ma anche e soprattutto ai temi concreti per una legislatura che sia degna di questo nome. Non è più possibile, per esempio, che l’emergenza Covid sia affrontata a dispetto del Consiglio, bisogna legiferare, farsi sentire».
Per il futuro, per quando si tornerà alle urne, Iorio auspica «un accordo su un programma e una proposta politica, a cui si dovrà lavorare con pazienza. L’esperienza dei nuovi, dei tecnici, vissuta in questi otto anni penso sia stata deleteria. Credo ci sia bisogno della politica, dell’esperienza e della capacità. Vedremo le evoluzioni. Io ho anche dato la mia disponibilità e penso che la riproporrò con una certa decisione e una certa forza, sperando di trovare condivisione».
r.i.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.