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Campobasso, la Regione sigilla l’ex Roxy: stop al ‘viavai’ nella struttura

Nonostante gli interventi di bonifica e lo ‘sbarramento’dell’ingresso principale, continuava ad essere ritrovo di senzatetto e tossicodipendenti, nonché una discarica a cielo aperto. L’ex hotel Roxy, un tempo struttura ricettiva fiore all’occhiello del capoluogo, negli ultimi 10 anni è diventato questo: una struttura fatiscente e pericolosa, un ‘pugno nell’occhio’ nel cuore della città.
Ieri mattina però la Regione – proprietaria della struttura – è intervenuta nuovamente quantomeno per mettere fine al viavai di persone all’interno dell’immobile. Sul posto la dirigente regionale Alberta De Lisio insieme ai vigili del fuoco, alla polizia, ai carabinieri e ai vigili urbani. Dopo un sopralluogo sono stati sbarrati tutti gli accessi grazie a delle inferriate e dei lucchetti cementati posti su porte e finestre.
«Ringrazio innanzitutto il presidente Toma che ha condiviso la decisione di rendere completamente inaccessibile lo stabile – ha commentato Alberta De Lisio – e quindi grazie anche per la sua fiducia.
Un grazie specialissimo poi alla Polizia di Stato, ai Carabinieri, ai Vigili del Fuoco e ai vigili Urbani di Campobasso, nonché ai miei collaboratori e alla ditta Edilposa, per il sopralluogo congiunto necessario prima della chiusura definitiva. Il luogo, trattato dai balordi come ricovero di fortuna e per i loro vizi, e da taluni altri come immondezzaio, merita un finale più degno ma intanto lo abbiamo interdetto definitivamente ad un intollerabile sciacallaggio apponendovi lucchetti cementati, bullonando le finestre, mettendo cancellate in ferro ovunque».
Un intervento sollecitato più volte anche dal sindaco Roberto Gravina: «A novembre del 2019 – ha ricordato il primo cittadino– io stesso, accompagnato dalla Polizia Municipale, dai rappresentanti dei Vigili del Fuoco e dagli agenti della Polizia di Stato, effettuai un sopralluogo a sorpresa presso l’edificio dell’ex Roxy, dopo le ripetute segnalazioni giunte sia alle forze dell’ordine che alla nostra Amministrazione. Nel visitare l’edificio, all’epoca, fu subito evidente che la struttura presentava segnali riferibili alla frequentazione di persone che riuscivano ad accedervi nonostante i divieti e per questo,sin da allora,abbiamo continuato a stimolare con costanza la Regione Molise, proprietaria dell’immobile, perché quantomeno provvedesse a effettuare lavori di chiusura di tutta una serie di varchi e accessi che erano stati individuati. Siamo quindi ben lieti che questa mattina la Regione abbia dato il via ad un intervento che bloccherà ulteriormente con delle inferriate i possibili accessi da finestre e porte. Sono interventi di bonifica da noi fortemente auspicati e richiesti, come quelli realizzati dalla stessa Regione qualche mese addietro e che hanno portato all’innalzamento di circa tre metri della palizzata di recinzione dello stabile. Ovviamente, – ha aggiunto Gravina – come Amministrazione comunale continuiamo a ritenere importante che da parte della Regione si giunga a prendere una decisione definitiva su come intervenire in maniera risolutiva sulla struttura e sull’intera area, anche per ragioni di sicurezza, non più rimandabili, legate alla vivibilità quotidiana di una zona così centrale del capoluogo di regione».
Ma questo, si sa, è il punto più spinoso. Il progetto di abbattimento e ricostruzione della struttura per ospitare la sede del Consiglio regionale – il famoso concorso di idee indetto dall’ex governatore Frattura – sembra difficilmente realizzabile perché troppo dispendioso. La Regione potrebbe solo coprire le spese dell’abbattimento, ma per dare un nuovo ‘volto’ a tutta l’area, compresa quella del parco 5 Luglio (l’ex Romagnoli) servirebbe il coinvolgimento di privati. Palazzo Vitale sembra orientato ad un project financing che però tarda ad avviarsi.

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