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In Molise contagio ‘uniforme’, Toma: «Non ci sono le condizioni per ordinanze restrittive»

In Molise contagio 'uniforme', Toma: «Non ci sono le condizioni per ordinanze restrittive»

Il vertice per decidere «senza indugio» nuove misure per contenere il contagio da Coronavirus è stato chiesto dal capodelegazione dem Franceschini qualche ora prima del bollettino da 10mila nuovi casi in 24 ore.
Una ridda di ipotesi e indiscrezioni, come la chiusura di bar e ristoranti alle 22, si è susseguita per tutta la giornata. Nel governo Conte è scontro: Azzolina attacca De Luca che ha chiuso le scuole, Speranza invece è interprete della linea del rigore, comprende le ragioni di De Luca. Zingaretti si appresta a prendere analoga decisione ma aspetta il governo, il segretario del Pd vuole evitare strappi. Stamane alle 9 una riunione in videoconferenza con Speranza e il collega degli Affari regionali Boccia.
«Io in Molise non ho intenzione di andare oltre le disposizioni governative», ha dichiarato il presidente della Regione Donato Toma. Ritiene adeguato il contenuto dell’ultimo dpcm, la chiusura dei locali alle 24 e il divieto di somministrazione di alimenti e bevande in piedi dalle 21. Non condivide invece la restrizione dei 30 invitati ai matrimoni, «la trovo esagerata laddove ci sono spazi per garantire il distanziamento e l’abitudine ormai delle persone a rispettare le regole anti contagio». In linea generale, il governatore comprende le esigenze di chi, presidenti o sindaci, ritiene che la diffusione sul proprio territorio sia tale da giustificare provvedimenti più severi. «Anche in Conferenza tuttavia è stato ribadito che su trasporto e scuola ad esempio è opportuno che ci diamo una linea comune condivisa col governo, corse in avanti potrebbero danneggiare le altre regioni», aggiunge.
In Molise, ripete poi, «abbiamo una diffusione dei contagi uniforme, non c’è una zona particolarmente colpita, tutto il Molise è colpito anche se in misura minore rispetto ad altre regioni. Non abbiamo pazienti in terapia intensiva e stiamo gestendo in modo domiciliare i positivi senza particolari situazioni di gravità. Non vedo perciò motivi per ordinanze più restrittive».
Alla Stato-Regioni ieri ha rappresentato i colleghi presidenti. A suo parere le dichiarazioni di Boccia e Arcuri non avevano intento polemico. «Boccia, ha comunicato insieme ad Arcuri che stanno facendo un inventario delle dotazioni affidate alle Regioni, dotazioni che sono in comodato d’uso». Ad ogni modo, ha assicurato, nel mirino non c’era il Molise che «ha fatto i compiti a casa, abbiamo l’inventario dei ventilatori consegnati. Quelli che ci servivano li abbiamo utilizzati, in questo momento non abbiamo terapie intensive interessate per cui i ventilatori sono inattivi. Se ci dovessero servire li attiveremo».

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