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I “Gilet arancioni” a Bojano, prima tappa del tour contro la ?dittatura sanitaria?

Le truppe del generale Pappalardo sono arrivate ai piedi del Matese, prima tappa del tour molisano. Ieri mattina in piazza Roma a Bojano i Gilet arancioni hanno dispensato volantini e snocciolato numeri della pandemia che ha messo sotto scacco l?intero globo. Ne ? venuto fuori un racconto incompatibile con quello narrato in questi giorni dalla politica, discordante dalle cifre e dai timori sollevati del Comitato tecnico scientifico, discordante anche dai servizi e dagli articoli confezionati dalla ?dittatura mediatica?. Un momento storico e sociale niente affatto allarmante per i militanti che fanno riferimento all?ex capo popolo del movimento dei Forconi e che protestano contro la ?dittatura sanitaria?. La loro missione ? ?far ad aprire gli occhi agli italiani che sono ancora un po? in dubbio, massacrati dalla dittatura mediatica che dalla mattina alla sera d? i numeri che sono leggibili e facilmente interpretabili?. Nella citt? matesina c?? anche il segretario regionale del movimento che mette a confronto i numeri di ieri e quelli di oggi. ?Se il 28 marzo ci stavano 5900 positivi a fronte di 35mila tamponi ? dice Valente ? per avere gli stessi contagiati oggi hanno dovuto fare 130mila tamponi, quindi ? normale che tu i contagiati li vai a cercare. Altro dato importante in percentuali ? che mentre prima questi 5900 casi erano il 16,8 % oggi la percentuale ? di appena il 4,15. E allora mi domando perch? dobbiamo andare incontro ad un coprifuoco quando non ? stato necessario nemmeno prima che l?incidenza era al 16,8%? Oltretutto con una terapia intensiva che oggi conta 387 persone a fronte delle 3856 persone del 23 di marzo, e dei 4mila ricoverati rispetto ai 26mila di prima?. Da qui la battaglia contro le misure messe in campo dal governo Conte, restrizioni decise con i Dpcm ?che sono oltretutto atti amministrativi di terzo grado e che non hanno valore di legge? dice il responsabile regionale dei Gilet arancioni.
I morti per? quelli sono una realt? che nemmeno complottisti e negazionisti possono tacere. Ma la causa dei 36mila decessi per Covid ? da attribuire alle diagnosi sbagliate. ?Hanno intubato persone che pensavano di essere malate di polmonite acuta bilaterale interstiziale – rivela Valente – mentre morivano per trombo embolia, sappiamo tutti che quando la persona non ha sangue nel polmone e tu gli vai a mettere il ventilatore lo bruci?. E oggi le cure non vanno meglio di ieri secondo le ?teorie? del movimento di Pappalardo perch? anche se il numero dei morti ? calato sensibilmente ?perch? i positivi li stanno curando a casa con l?idrossiclorochina, che era il primo protocollo che il Brasile e cinesi avevano suggerito, la gente continuer? a morir sempre di pi? perch? una volta arrivati in pronto soccorso – questa la tesi – la prima cosa che devono fare ? il tampone e aspettare l?esito, e il fattore tempo in molti casi ? decisivo: un infarto ti d? due minuti di tempo per decidere se ti ammazza o no, uno shock anafilattico solo 30 secondi. Per cui non possiamo pensare a questi protocolli assurdi e fare analizzare il tampone a 200 chilometri. Senza contare un milione e ottocento mila persone che moriranno di cancro perch? hanno interrotto le terapie?.

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