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Ancora 26 positivi, il Covid stringe la provincia di Isernia nella sua morsa

Ancora 26 positivi, il Covid stringe la provincia di Isernia nella sua morsa

Il Molise supera i mille casi di Covid dall’inizio dell’emergenza: 1.020 i tamponi positivi (nel bollettino di domenica erano 994) dopo i 26 processati ieri. Il totale dei test molecolari effettuati è invece di 52.049 (3.062 quelli di controllo). Nelle ultime 24 ore, invece, sono 719 i tamponi processati.
Quanto ai 26 nuovi casi si tratta di persone residenti a: Agnone (2), Castelpetroso (7), Longano (1), Isernia (5), Macchia d’Isernia (3), Montenero di Bisaccia (1), Pesche (2), Pettoranello (2), Sant’Agapito (1), Toro (1), Portocannone (1) e Venafro (1). A Portocannone è risultato positivo un senza fissa dimora che ora è in isolamento alla Caritas di Termoli.
Gli attualmente positivi sono 423 (265 in provincia di Isernia e 157 in quella di Campobasso, c’è poi un residente fuori regione). Al Cardarelli restano ricoverati in 12, tutti in malattie infettive. Isolate al domicilio, e lì assistite, 407 persone.
Ieri è aumentato anche il conto dei guariti: due in più rispettivamente di Colle d’Anchise e Campobasso. Il numero totale è 571. Le visite delle Usca, che ieri sono state prorogate dall’Asrem per tre mesi, è pari a 837. Infine, i soggetti sottoposti a isolamento sono 571.
A livello nazionale, ieri il rapporto tra casi positivi (9.338) e tamponi (98.862) ha toccato il record del 9,4%. Domenica era dell’8% e lunedì scorso, 12 ottobre, era del 5,4%. Lo rileva il fisico Giorgio Sestili, fondatore e fra i curatori della pagina Facebook “Coronavirus – Dati e analisi scientifiche”. Il nuovo numero, ha osservato Sestili, «indica da un lato che il numero dei casi positivi cresce più velocemente rispetto alla capacità di fare i tamponi e, dall’altro, che il sistema di contact tracing è completamente saltato».
Il rapporto più vicino a quello registrato ieri risale al 14 aprile scorso ed era dell’11.1%, ma non è confrontabile perché si riferiva a soli 26.000 tamponi. Alla fine di marzo il rapporto fra casi positivi e tamponi aveva toccato il 30%.

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