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Il virus corre, i presidenti accelerano Conte: evitare spostamenti superflui

Per ora è una moral suasion. «Bisogna sforzarci tutti a limitare il contagio, limitare gli spostamenti non necessari: se faremo questi sacrifici eviteremo interventi più gravosi», dice il premier Conte riferendo in Senato sul dpcm di domenica scorsa. Ripete un appello già lanciato dal ministro della Salute Roberto Speranza e ribadisce l’esigenza di tenere però aperte le scuole.
In Lombardia, intanto, è entrato in vigore il coprifuoco dalle 23 alle 5. Il provvedimento ripristina inoltre la didattica a distanza per le superiori e gli istituti di formazione dal 26 ottobre. Servono le autocertificazioni per gli spostamenti consentiti, come nella prima ondata.
La Campania, che le scuole le ha chiuse giorni fa e punta a riaprire le primarie, vede però la curva del contagio impennarsi vertiginosamente. Il ritorno della didattica in presenza per i più piccoli, ipotizzato a partire da lunedì prossimo, torna fortemente in discussione. Il governatore De Luca ha già ripristinato il divieto di spostarsi liberamente dalla propria provincia di residenza alle altre e da domani, ha annunciato, chiuderà tutto dalle 23 alle 5. Idem nel Lazio (da mezzanotte alle 5), che aumenta pure la dad. L’ordinanza di Zingaretti è in vigore da oggi.
Come durante la chiusura totale di marzo e aprile, gli spostamenti durante le ore del coprifuoco dovranno essere giustificati con una dichiarazione firmata da esibire alle forze dell’ordine. E si potrà derogare al divieto soltanto per comprovata urgenza o per lavoro. Niente passeggiata per portare fuori il cane o corsetta in notturna, per intenderci.
I governatori si muovono in base ai dati epidemiologici che sono diversi da territorio a territorio ma danno comunque il senso di una corsa libera del virus. Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, considera fallito il tracciamento e a maggiore rischio quindi Milano, Napoli e forse anche Roma. Quando questo accade, ha detto, si può solo intervenire per limitare i danni e quindi contenere attività e circolazione delle persone.
Sui giornali nazionali ieri mattina si ipotizzava un nuovo dpcm in arrivo. Palazzo Chigi però ha smentito. Per ora. «Certamente – la puntualizzazione – non si può escludere che possano essere adottati nelle prossime settimane altri provvedimenti, ma non significa affatto che siano state già prese delle decisioni o nuove misure. Azzardare o ipotizzare adesso, quindi, nuovi e imminenti decreti rischia soltanto di creare confusione e incertezze tra i cittadini».
Il governo lavora ad un protocollo sulle linee guida che fissino le regole comuni da seguire per le misure contenute nelle varie strette anti-contagio decise da ogni singola Regione. Il documento – spiegano da ambienti del ministero delle Autonomie – stabilisce dei criteri generali che servono a coordinare i territori, in accordo con il governo stesso.
Un numero crescente di Regioni, nel frattempo, limita gli spostamenti: armonizzare le decisioni potrebbe presto significare espandere il coprifuoco e di fatto i lockdown locali diventeranno un mini lockdown nazionale.

 

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