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Isernia, il coronavirus entra nella casa di riposo: i positivi sono 47

Coronavirus: scoppia il focolaio nella casa di riposo ‘Maria Gargani’ di Isernia. Sono 47 le persone risultate positive, tra operatori e ospiti presenti nella struttura di via Dante Alighieri.
Un’altra doccia fredda per l’intera comunità del capoluogo pentro perché è la prima volta che, dall’inizio dell’emergenza sanitaria il Covid entra in una struttura che ospita persone fragili.
La ‘Maria Gargani’ era in isolamento cautelare da martedì pomeriggio.
Il provvedimento disposto dal sindaco Giacomo d’Apollonio si era reso necessario perché il presidente della “Futura Società Cooperativa Sociale”, che gestisce la struttura, ha segnalato che nella serata di domenica scorsa, a seguito di ricovero per altre patologie presso il pronto soccorso dell’ospedale di Isernia di un paziente ospitato nella “Maria Gargani” e sottoposto a tampone, è stato accertato che l’anziano era positivo al Covid-19.
Con la stessa nota è stato, altresì, segnalato che a livello precauzionale sono stati effettuati privatamente, da alcuni operatori sanitari, i tamponi rapidi che hanno dato esito positivo sebbene risultino asintomatici.
L’Asrem ha così effettuato i tamponi che, purtroppo nella serata di ieri sono risultati positivi.
«Il problema – ha spiegato il primo cittadino d’Apollonio – è soprattutto di carattere sanitario. Ho parlato con l’Asrem per discutere sul da farsi, si stanno facendo delle valutazioni per vedere quali provvedimenti adottare.
Per ora restano tutti in isolamento cautelare. L’unico aspetto che un po’ mi conforta è che al momento risultano essere tutti asintomatici, sono però preoccupato però per la fragilità delle persone ospitate nella struttura».
Una situazione non facile di certo quella che si sta vivendo all’interno della casa di riposo. «Io penso che i miei operatori siano davvero degli eroi – ha evidenziato, commossa, la responsabile della struttura Rosanna Gravante in un’intervista rilasciata ieri mattina a Teleregione -. Stanno lavorando senza sosta, dando ai nostri ‘nonni’ tutta l’assistenza e l’accortezza possibile, dal punto di vista sanitario e umano. Perché, per i nostri ospiti, un sorriso è fondamentale. Sono tutte persone – ha concluso – davvero straordinarie».

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