Menù

Rt più alto della media nazionale, nessuna allerta sulla resilienza

Rt più alto della media nazionale, nessuna allerta sulla resilienza

L’incidenza dei casi per 100mila abitanti, su 14 giorni, è 192.55. In aumento contagi, focolai e tassi di occupazione in terapia intensiva e area medica: +3%. La probabilità di raggiungere la soglia critica nei prossimi 30 giorni è stimata superiore al 50%.
Soprattutto, l’Rt del Molise monitoraggio settimanale dell’Iss è 2.1. Il periodo di riferimento va dall’8 al 21 ottobre. Nella settimana 19-25 ottobre in Italia la media Rt è 1.7, in Molise l’indice è a 1.86. Rischio moderato, dunque, anche se con alta probabilità di progressione.
Eppure, il Molise è l’unica regione che non ha allerte relative alla resilienza dei servizi sanitari territoriali. L’indicatore valuta la capacità della sanità regionale di tenere sotto controllo l’epidemia, o meglio di sapere come si sta muovendo. Tra i valori presi a riferimento, il personale dedicato al contact tracing (0.3 per 10.000 abitanti il dato del Molise), al prelievo e invio al laboratorio nonché al monitoraggio delle quarantene (2.1 per 10.000). E il rapporto fra i casi di infezione per cui sia stata effettuata regolare indagine epidemiologica e il totale dei nuovi casi: in regione, si legge nel report, è al 100%.
Al di là dell’unica cartina del report presentato in conferenza stampa dal presidente Iss Brusaferro e da quello del Css Locatelli, in cui il Molise è verd, la situazione in regione non è da sottovalutare. In particolare in provincia di Isernia, dove l’incidenza per abitanti è sensibilmente più alta che in quella di Campobasso. E dove ci sono ancora persone, le segnalazioni sono di questi giorni, che aspettano il risultato dei tamponi o di effettuare il test dopo il cambio della squadra di Venafro. Per oggi pomeriggio il presidente Toma ha convocato l’unità di crisi.
In Italia, ha certificato l’Iss, l’epidemia è in rapido peggioramento, ancora compatibile con lo scenario di tipo 3 ma in evoluzione verso il 4. In alcune regioni la velocità di trasmissione è già compartibile con l’ultima fase con rischio di tenuta dei servizi sanitari nel breve periodo. Questa settimana, per la prima volta è stato segnalato il superamento in alcuni territori della soglia critica di occupazione in aree mediche (40%).
Sono necessarie, si legge nel documento, misure che favoriscano una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e che possano alleggerire la pressione sui sistemi sanitari, comprese restrizioni di attività non essenziali e della mobilità.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.