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Covid nelle case di riposo, operatori stremati

Covid nelle case di riposo, operatori stremati

Da dieci giorni sono in isolamento. Il focolaio esploso all’interno della casa di riposo di Oratino, dove purtroppo nelle scorse ore sono deceduti due anziani, ha costretto ospiti e operatori a rimanere all’interno della struttura, come, in questi casi impone il protocollo. Ma la situazione ora sembra diventata insostenibile, come riassume in una lettera la direzione della Casa alloggio ‘Giardino di Ninetta’.
«Vogliamo informare gli organi di stampa – scrivono – di quanto accaduto in questi giorni nella struttura.
A seguito dei casi di Covid registrati tra gli utenti e gli operatori all’interno della casa alloggio “Giardino di Ninetta” di Oratino, il sindaco ha disposto l’ordinanza di chiusura e il divieto di accedere alla struttura il 25 ottobre. Tale provvedimento ha di fatto stabilito, che gli operatori al momento presenti – due per l’esattezza­ restassero in servizio per l’intero periodo della quarantena.
All’interno della struttura erano presenti solo due operatori che per nove giorni hanno assistito 11 utenti di cui nove con Covid, senza nessun turno di riposo.
La cooperativa e il sindaco del comune di Oratino Roberto De Socio, che ringraziamo a nome di tutta la struttura per l’operato svolto e per il supporto dato, hanno sottoposto la situazione all’attenzione, oltre che della Asrem, anche della protezione civile, al prefetto di Campobasso. Ma alle comunicazioni non ha fatto seguito nessuna risposta.
Purtroppo la situazione all’interno della struttura è peggiorata, due anziani sono deceduti e un altro si è
aggravato.
l due operatori non erano più in grado di sostenere quanto stava accadendo all’interno della casa alloggio né fisicamente, né psicologicamente. Uno dei due ha avuto un crollo psico-fisico. l due lavoratori
non erano più in grado di assicurare una seppur minima assistenza agli utenti, che necessitano di cure e attenzioni data la particolare situazione.
A tutela dei lavoratori e degli utenti alle ore 20.00, dopo denuncia in autotutela ai carabinieri e lettera al sindaco, in cui si comunicava il cambio degli operatori, la struttura con ordine di servizio ha proceduto al cambio dei lavoratori adottando tutte le misure di prevenzione previste dai protocolli Covid.
Con la presente si vuole sottoporre all’attenzione delle autorità competenti – che comprendiamo devono gestire una difficile emergenza – anche la situazione delle strutture per anziani che si prendono cura di
persone fragili e non autosufficienti, che necessitano di assistenza continua e il personale non può essere sottoposto ad uno stress eccesivo da carico di lavoro che li fa perdere di lucidità.
Chiediamo che vengano emanate delle linee guida che consentano alle strutture che si occupano di persone fragili di poter continuare ad operare in piena sicurezza, a tutela degli ospiti e di quanti ci lavorano e nel pieno rispetto delle normative vigenti».

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