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Bojano, il sindaco ‘blinda’ la rsa: preoccupa il cluster della casa di ricovero

Bojano, il sindaco 'blinda' la rsa: preoccupa il cluster della casa di ricovero

Le indiscrezioni anticipate da Primo Piano sono state purtroppo confermate, in questi giorni, dai bollettini quotidiani dell’Asrem: il Covid-19 ha colpito pesantemente la Casa di ricovero Santissimi Cuori di Gesù e Maria di Bojano. La situazione è estremamente delicata non tanto per il rischio di espansione del contagio nel resto del paese matesino perché tutti protocolli sarebbero stati seguiti pedissequamente, con i contatti con l’esterno limitati alle sole visite attraverso le vetrate di sicurezza e con un isolamento ferreo in osservazione già da giorni. Preoccupa enormemente, in questo momento, la salute degli anziani ospiti della rsa, molti dei quali già debilitati per patologie pregresse e per l’età. I dati, stando a quanto è stato possibile apprendere: su 35 ospiti, in 32 sarebbero risultati positivi, con almeno un’altra decina di infetti tra operatori e volontari. Nel frattempo per la città di Bojano i numeri complessivi toccano cifre davvero elevate, per un totale di 102 contagi certificati dall’Asrem con il bollettino emesso ieri. Alla luce dei dati divulgati dall’azienda sanitaria regionale, il gruppo consiliare di minoranza in Comune coordinato da Maricristina Spina, l’altra sera, ha chiesto subito chiarimenti al sindaco affinché si avessero informazioni più specifiche rispetto ai numeri forniti dall’ Asrem che, nel bollettino del 17 novembre, non ha chiarito se i nuovi contagi (ben 28) siano riferibili a cluster noti o di nuovi focolai. A stretto giro, è seguita in tarda serata una immediata risposta del primo cittadino Ruscetta, che con ordinanza sindacale numero 8, considerato il riscontro dei dati coi contagi accertati della casa di ricovero per anziani, ha intimato alla struttura, per motivi di prevenzione e precauzione, di provvedere alla creazione di un’area Covid-19 al suo interno, isolata ed adeguatamente fornita di servizi igienici così da permettere l’isolamento dei soggetti positivi da quelli negativi. Inoltre, il sindaco ha rimarcato la necessità di attuare livelli di cura e assistenza sanitaria adeguati e previsti dalla legge, di vietare in maniera assoluta ingressi di nuovi ospiti e dimissioni senza previa autorizzazione da parte dell’Asrem, di sanificare quotidianamente i locali, di realizzare percorsi protetti per la salvaguardia dei negativi, di vietare l’accesso a soggetti terzi fatta eccezione per fornitori e operatori nel rispetto delle prescrizioni Covid, di monitorare le condizioni cliniche dei pazienti due volte al giorno, trascriverle su apposito registro, tenendo conto in particolare dell’insorgere di febbre e sintomi di infezione respiratoria acuta, di stoccare la biancheria in locali distinti e separati, di organizzare gli spazi per garantire il distanziamento tra gli ospiti e di porre in essere ogni azione necessaria in base all’evoluzione della situazione epidemiologica. Il sindaco inoltre, sulla pagina Facebook del gruppo consiliare di maggioranza ha precisato che al momento si riscontrano difficoltà nella perentoria comunicazione dei dati forniti da Asrem per via dei modi e dei tempi con cui il Comune li recepisce. Gli aggiornamenti giornalieri infatti verrebbero comunicati, di media, non prima delle 20.30, via protocollo Pec, per cui due persone devono recarsi appositamente presso Palazzo San Francesco per accedere a tali informazioni. La sensazione, in ogni caso, è che ci sia un cortocircuito informativo tra enti locali e azienda sanitaria regionale. Non è casuale, quindi, la lettera dai toni duri firmata da quasi 100 sindaci (tra i quali lo stesso Ruscetta) per chiedere un cambio radicale nella gestione dell’emergenza Coronavirus in Molise, un maggiore coinvolgimento dei Comuni e una maggiore chiarezza da parte dell’azienda sanitaria regionale nella comunicazione dei dati. Anche l’esito di un tampone post mortem effettuato su un’anziana deceduta (non a causa del Covid ma risultata successivamente positiva) ospite della Casa di riposo sembrerebbe giunto in ritardo, tant’è che si sarebbero regolarmente tenuti i funerali, anche se fortunatamente, dispensando dalle visite e dalle condoglianze e solamente dopo aver sigillato il feretro in locali appositi all’interno dell’rsa. Prima quindi che potesse venire a contatto con l’esterno e senza la possibilità che la donna fosse avvicinata persino dai parenti, doppiamente sofferenti per la perdita della loro congiunta e per questa terribile situazione che ha impedito di porgerle l’ultimo saluto. «Senza prima ricevere dati certi, l’Amministrazione non può fornire direttive e comunicazioni precise alla cittadinanza» afferma poi il gruppo di maggioranza sulla pagina social di ‘Benvenuta Bojano’, concentrando in poche righe la frustrazione e la sensazione di abbandono che alcune istituzioni stanno vivendo in questi giorni a fronte dei difetti di comunicazione con la rete sanitaria. Sempre sui social, dal gruppo di maggioranza è arrivato l’invito ad una preghiera per gli anziani della Casa di riposo e per tutto lo staff ed il personale sanitario che si ringrazia per il lodevole lavoro che sta effettuando. È anche a loro che in questo momento andrebbe rivolta massima attenzione, sia a tutela della salute sia per garantire la possibilità di operare con turni di lavoro sostenibili e continuare ad offrire così un servizio efficiente e di qualità. Da non trascurare affatto quindi il delicato momento che gli operatori stanno vivendo sulla propria pelle, con le rispettive famiglie in stato di preoccupazione, e con un carico di energie estremamente dispendioso sulle spalle. Al momento all’interno della struttura vi sarebbero solamente 7 operatori: pochi anche in tempi normali, figuriamoci per la gestione di un vero e proprio focolaio di contagio di più di 30 persone, col rischio annesso che gli stessi possano contrarre il virus o manifestare sintomi, e con turni di lavoro praticamente no-stop. La speranza è che questa fase di emergenza rientri quanto prima, anche attraverso l’adozione delle migliori misure auspicabili, per il bene della casa di ricovero, dei suoi ospiti, del personale e di tutta la comunità.
R.G.

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