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L’indice Rt scende ovunque, Molise fra le tre regioni a rischio alto di progressione

L’indice Rt scende ovunque, Molise fra le tre regioni a rischio alto di progressione

Rt nazionale a 1.18, quasi tutte le Regioni hanno dati migliori rispetto alla settimana scorsa. Nessun cambiamento di colore dal monitoraggio settimanale della cabina di regia, nessuna Regione passa da zona gialla ad arancione o rossa, tranne l’Abruzzo che però ha scelto di sua iniziativa. Di sicuro, nessuna attenuazione fino al 27 novembre.
Rinnovate dunque con ordinanza del ministro Speranza le misure per Calabria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta. La nuova ordinanza è valida fino al 3 dicembre, ferma restando la possibilità di nuova classificazione prevista dal dpcm del 3 novembre 2020.
In Molise l’indice di trasmissibilità è 0.94 (più basso in provincia di Campobasso mentre in quella di Isernia è 1.24).
La cabina di regia, nella riunione di ieri, ha evidenziato che Friuli Venezia Giulia, Marche, Molise e Veneto sono classificate a rischio moderato (le altre a rischio alto), e tra queste solo nelle Marche non è evidenziata una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese se si mantengono gli attuali livelli di trasmissibilità (anche considerando i posti letto attivabili). Di queste Regioni, tutte presentano una compatibilità della trasmissibilità stimata al 4 novembre 2020 con lo scenario 2 fatto salvo il Molise che ha una trasmissibilità inferiore. La cabina di regia, quindi, raccomanda alle autorità sanitarie di queste tre Regioni di valutare l’adozione delle misure di mitigazione.
Per questo motivo, il Molise ieri sera era dato fra le Regione che potrebbero passare da giallo ad arancione (insieme al Veneto). «Per decidere eventuali provvedimenti dobbiamo aspettare la prossima settimana», ha chiarito il presidente Donato Toma. Che vuole quindi analizzare l’andamento della curva e gli effetti dell’abbassamento dell’indice Rt. Allo stesso tempo, ha ribadito l’appello alla popolazione a restare con la guardia alta. «La popolazione deve essere sempre vigile e preoccupata, non deve andare nel panico perché non ce n’è motivo. Osservare, però, questo sì, le regole: indossare la mascherina, igienizzare le mani e rispettare il distanziamento fisico. Regole da seguire anche in ambienti familiari. Per il resto, stiamo spingendo per il potenziamento degli organici e dei posti letto, potenziamento della macchina sanitaria a cui pensiamo oggi che non è necessario per domani che potrà esserlo».

Non c’è solo Sars-Cov2, allarme di Iss e Ministero: la pressione sugli ospedali erode l’assistenza per le altre patologie

L’incidenza delle nuove diagnosi ha raggiunto livelli molto elevati e diffusi in tutto il Paese. Il monitoraggio Iss-ministero della Salute relativo alla settimana 9-15 novembre, con dati aggiornati al 18, evidenzia inoltre un carico rilevante di Covid-19 sui servizi sanitari territoriali e ospedalieri.
L’aumento continuo dei ricoveri implica una inevitabile erosione delle risorse disponibili per l’assistenza ospedaliera ai pazienti con altre patologie, rilevano gli esperti della cabina di regia.
L’incidenza elevata, seppure con un iniziale rallentamento dell’indice di trasmissione, richiede quindi il mantenimento rigoroso delle misure in essere per consentire una diminuzione, la più rapida possibile, delle infezioni.

 

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