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Micone dopo la conferma al vertice di Palazzo D’Aimmo: l’Aula non è un luogo che ratifica

Salvatore Micone completa il mandato da presidente del Consiglio regionale. Sul suo nome confluisce tutto il centrodestra, e non era scontato viste le fibrillazioni degli ultimi tempi nella coalizione al governo della regione e visto come è poi andata la votazione sui segretari dell’ufficio di vertice di Palazzo D’Aimmo. Sul suo nome conferma il voto anche il Pd.
Con 15 voti è confermato alla guida dell’Assise. Cinque le schede bianche e una nulla. Facile associarle ai 5s, che tuttavia avevano consegnato con l’intervento del capogruppo Greco a Micone simbolicamente una pagina bianca come auspicio per una seconda parte della legislatura che rimetta al centro l’Assemblea legislativa.
Prima di lui, nella storia recente, la conferma al giro di boa che di solito sancisce l’alternanza in maggioranza, era stata tributata ad Angela Fusco Perrella negli anni del governo Iorio.
Dopo il voto, Micone riferisce all’Aula della commozione e della gratitudine per la fiducia rinnovata all’uomo e al presidente dell’Assise. Tra gli obiettivi da subito declinati per la seconda parte del mandato quello di dare «un vigoroso impulso al funzionamento complessivo e spesso farraginoso della macchina regionale, a partire dal lavoro del Consiglio e delle commissioni, al miglior raccordo possibile – nell’autonomia fondamentale dei ruoli – tra Consiglio e giunta, al migliore impiego di tutti i dipendenti della Regione con la motivazione unanime ad un lavoro serio, responsabile ed impegnato». Invita, quindi, «l’Aula ad affrontare le attuali ed imminenti sfide che ci attendono, dedicando centralità ai territori nella più piena armonia con l’istituzione Consiglio e secondo i principi di sussidiarietà, partecipazione e responsabilità». Non manca di evidenziare che «il principale compito di questa Assemblea non è la ratifica delle decisioni prese dalla maggioranza o dalla minoranza, né il suggellare processi già compiuti in altre sedi, ma quello di prendere decisioni ulteriori e più incisive come apporti alle soluzioni proposte per il bene comune, in grado di dare corpo ad una presenza del Consiglio su tutto il territorio e verso tutti i cittadini, per il bene dei Molisani. Sostengo che questa nuova apertura possa concretizzarsi in un’opportunità che può essere eseguita e fatta maturare senza l’indebolimento dei reciproci ruoli, da un lato tra maggioranza e opposizione e dall’altro tra Consiglio ed esecutivo regionale».
Tutto ‘liscio’ o nella norma per il voto sui vicepresidenti: Filomena Calenda, per il centrodestra, totalizza 13 consensi, 8 quelli che portano Angelo Primiani nel direttorio dell’Assemblea legislativa al posto della compagna di Movimento Patrizia Manzo.
Riesce il blitz del segretario del Pd Vittorino Facciolla, eletto segretario pure dell’Assise con 7 voti, appena uno in più dell’uomo dei 5s (che pare abbiano confermato Nola perché il braccio di ferro fra le minoranze si sarebbe potuto vincere con l’età anagrafica in caso di parità). Due i consensi dem, altri 5 sono arrivati dal centrodestra. Che ne ha dati solo 8 a D’Egidio. Subito dopo il responso dell’urna momento di suspence con il governatore Toma che chiede di controllare le schede: non può, gli viene spiegato, per regolamento. Il controllo è dei soli consiglieri segretari di seduta.
Poi un lungo vertice di maggioranza perché ci sono da ricostituire pure le commissioni. Ed è al rientro in Aula che si capisce che le cose possono cambiare nella II commissione presieduta dall’ex presidente della Regione Michele Iorio. Vengono designati pù consiglieri a far parte dell’organismo: un aumento del parterre probabilmente motivato anche dal fatto che si occupa di attività produttive, in un momento in cui queste sono messe in ginocchio dalla crisi Covid. Una ‘super commissione’, ambita quindi. E il sentore è che dal centrodestra si possa voler punire l’ex governatore da sempre critico e che peraltro alle riunioni di maggioranza non partecipa più da tempo, avendo preso le distanze pubblicamente. Le commissioni vengono riunite immediatamente per l’elezione dei presidenti. Nel vuoto cadono infatti gli appelli dei 5s e non solo di sospendere i lavori dopo un assembramento durato già sei ore.

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