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Okay a tre presidenze su quattro e i 5s gridano all’inciucio: dem e centrodestra preparano le regionali

Andrea Di Lucente, Popolari per l’Italia, resta presidente della I commissione (che tratta di bilancio e riforme) e, raddoppia, diventa vice della IV (che si occupa di sanità e politiche sociali). Aida Romagnuolo (Prima il Molise), che ha ceduto a D’Egidio (Forza Italia) il posto da segretario nell’ufficio di presidenza dell’Assise, conquista il vertice della III commissione (lavori pubblici e ambiente). Staffetta, come da pronostico, fra Filomena Calenda (ex Lega ora Misto) e Gianluca Cefaratti: lei vicepresidente di maggioranza dell’Assemblea e l’esponente di Orgoglio Molise eletto alla guida della IV commissione (e vicepresidente della I).
Fin qui l’incastro delle caselle, al giro di boa di metà mandato, è filato liscio. È battaglia sulla II commissione, invece. L’organismo che si occupa di lavoro e attività produttive è intanto l’unico dei quattro permanenti con sei componenti e l’aumento delle truppe di maggioranza (quattro componenti) fa il paio con la designazione, per la minoranza, di Nola e Facciolla, i due contendenti al posto di segretario di minoranza del Consiglio. L’ha spuntata il secondo, con cinque voti arrivati proprio dal centrodestra. E così sull’assenza del capo del Pd Molise ai lavori di insediamento della nuova II commissione si è chiacchierato molto. I difensori dell’ex governatore hanno gridato al complotto fin troppo scoperto, l’assenza sarebbe stata propedeutica alla caduta di Iorio. Di fatto, è mancato il numero legale: tutto da rifare. Componenti sono Iorio, D’Egidio, Romagnuolo, Di Baggio, Facciolla e Nola. Presidente alternativo a Iorio in pectore sembra essere il forzista D’Egidio, che era presidente della III commissione prima di venerdì.
Intanto, i commenti alla seduta che ha confermato Salvatore Micone al vertice di via IV Novembre. Suoi vice sono Angelo Primiani (5s) per la minoranza e Filomena Calenda per la maggioranza. «Affronterò questa nuova pagina con dedizione e passione, operando sempre nell’interesse generale e per il bene comune. In sinergia con l’intero ufficio di presidenza, lavorerò per avvicinare la società civile all’istituzione regionale, affinché Palazzo d’Aimmo rafforzi quel ruolo di guida e punto di riferimento per tutti i molisani», dichiara Calenda. Che assicura: «Continuerò, anche in virtù della delega ai Rapporti con gli Ambiti territoriali sociali assegnatami dal presidente Toma, a impegnarmi quotidianamente per chi ha maggiori necessità di sentire la vicinanza delle istituzioni».
Il Movimento 5 Stelle ha cambiato «i volti, non gli obbiettivi di controllo, di proposta, di trasparenza, sui quali abbiamo lavorato fin dal primo giorno grazie a Patrizia Manzo e Vittorio Nola, che hanno interpretato al meglio il proprio ruolo. Il testimone ideale ora passa nelle mani del neo vicepresidente Angelo Primiani, che ovviamente rinuncerà ad ogni indennità aggiuntiva e che avrà il compito di proseguire il cammino intrapreso nel solo interesse dei molisani», sottolinea il gruppo. Rivendicando di essere l’unica vera opposizione: «Ne abbiamo avuto ennesima prova con la votazione sulla figura del segretario che ha sancito il rinnovato accordo tra centrodestra e Pd: una manovra ammantata dal concetto, in questo caso strumentale, della ‘collaborazione’, invece utile a preparare il terreno per le prossime elezioni regionali».

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