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Bus stracolmi a Termoli, esplode la rabbia degli studenti

In città defezioni nettamente minori rispetto al capoluogo, limitate ad alcune classi del triennio dei licei, ma resta il nodo del trasporto pubblico, della sicurezza, del distanziamento, degli assembramenti. Numerose le testimonianze che abbiamo raccolto nell’arco della mattinata, sia per tratte provenienti dalla vicina Puglia, sia per i comuni del Basso Molise. «I trasporti pubblici non sono stati potenziati, i problemi restano sempre i soliti e il malcontento cresce, poiché sono trascorsi quasi 3 mesi dalla prima riduzione della didattica in presenza nelle scuole superiori (vacanze comprese), ma nulla si è davvero fatto», l’umore captato ieri. Una rete di critiche che verrà regionalizzata con raccolta firme e possibili provvedimenti e decisioni locali. Vedremo quello che accadrà nelle prossime ore. Possiamo parlare di occasione sprecata. «Gli studenti molisani non meritano questo trattamento». Lo denuncia il consigliere regionale pentastellato Angelo Primiani. «Le immagini che vedete mostrano in parte il rientro a scuola dei giovani molisani dal punto di vista dei trasporti pubblici. Purtroppo avevamo previsto questa situazione e nei giorni scorsi ho fatto proposte serie proprio per evitare gli assembramenti. Ho proposto l’utilizzo di mezzi aggiuntivi e il coinvolgimento di altre categorie di lavoratori come gli autisti del noleggio con conducente. Insomma, ho chiesto di disciplinare puntualmente il settore proprio per evitare che si verificasse tutto ciò, ma dalla Regione non ho ricevuto nessuna risposta. Ad onor del vero ci sono comuni, come ad esempio Campobasso, in cui il rientro a scuola non sta generando questi disservizi. Speriamo che quello di Termoli sia solo un caso isolato. Intanto ogni giorno monitoreremo la situazione perché se questo dovesse diventare l’ordinario sarebbe inaccettabile e vanificherebbe anche tutto il lavoro fatto dai dirigenti scolastici». Dal capoluogo anche la nota dell’Unione degli Studenti. «Molti studenti sono rientrati in presenza nelle loro classi. “Non ci sono state difficoltà per i trasporti, i pullman nonostante la neve, hanno operato regolarmente e non erano affollati. Non mi risultano problemi per il rientro in classe del 75% degli studenti delle superiori in Molise.” Per nulla sembra essere risolto, invece. Il trasporto pubblico, parte del diritto allo studio di tutti gli studenti pendolari, rimane mal gestito e contesto di affollamenti. La didattica resta frontale, inefficace e sterile. Le aule si confermano troppo piccole per garantire effettiva sicurezza e distanziamento sociale. In una situazione di estrema emergenza gli studenti chiedono ascolto. Dall’inizio della pandemia è ormai un anno che vanno avanti tira e molla burocratici dimenticandosi di prendere nota delle vere esigenze e dei veri bisogni degli studenti molisani. Sentiamo il bisogno di vere tutele e di misure di sicurezza non di facciata. Il problema di un’istruzione con lacune è realtà da tanti anni, dire “non mi risultano problemi” non ci sembra la soluzione per risolverlo». «Rivedersi tutti insieme, pur con le mascherine ed a distanza, con i compagni di scuola è stato bello” hanno dichiarato alcuni giovani. Nonostante le preoccupazioni delle famiglie per l’emergenza sanitaria da Covid-19, i giovani con tranquillità si sono seduti nei banchi. All’Istituto Alberghiero Federico II di Svevia, il ritorno è stato ordinato e responsabile. La preside Maria Concetta Chimisso sottolinea come: «le operazioni di triage si siano svolte regolarmente ed i ragazzi hanno indossato sempre la mascherina. Le classi con turni da otto ore l’hanno cambiata a metà mattinata. Abbiamo preferito ridurre la percentuale di studenti per aula. Stiamo dialogando con i genitori preoccupati, spiegando loro che l’istruzione è un diritto e un dovere. E che se ci sono casi critici in famiglia, cioè non personali, è opportuno mantenere le distanze anche in casa, ma mandare comunque i ragazzi a scuola. I genitori interessati a conoscere l’offerta formativa possono prenotare una visita dell’Istituto». Il rientro in classe degli studenti delle scuole superiori ha rappresentato una tappa importante sotto il profilo di un ritorno alla normalità, ma si è trascinato dietro una serie di problemi legati, principalmente, ai trasporti pubblici. Notizie che, nelle scorse ore, hanno alimentato una serie di commenti a cui gli studenti del Liceo Alfano/Perrotta hanno deciso di rispondere: «Nella giornata di oggi sono stati pubblicati una serie di articoli che hanno cercato di descrivere le motivazioni della manifestazione odierna. A nostro avviso è stata percepita una serie di informazioni sbagliate, pertanto sentiamo la necessità di scrivere questo comunicato per meglio argomentare le nostre ragioni. Innanzitutto ci preme sottolineare che noi studenti sentiamo la necessità ed abbiamo tutta l’intenzione e la voglia di tornare a scuola in presenza. Tuttavia nella giornata odierna si sono manifestate, e sono state documentate, una serie di criticità riguardanti i trasporti, nonostante il notevole numero di studenti che non si sono recati a scuola. Queste criticità evidenziano come non ci sia stato nessun aumento dei trasporti, al contrario di quanto promesso nei mesi scorsi.
Lo scopo della nostra manifestazione non è il riattivare la Dad al 100% per poter stare a casa, ma è quello di aprire un tavolo di confronto tra: alunni, docenti, scuole e Regione per poter affrontare il problema trasporti con efficacia. Gli studenti con l’attuale situazione non si sentono sicuri nell’affrontare ogni giorno il viaggio per andare e tornare a scuola, consci del fatto che potrebbero essere vettori della malattia per persone a loro care più deboli. Quindi, pretendiamo dalla Regione e dal Presidente Toma una mossa efficace sui trasporti che evidentemente sono in sovraccarico. Chiediamo al Presidente Toma di far fruttare i fondi che lo Stato ha stanziato per questa emergenza. Chiediamo al Comune di Termoli di schierare le forze dell’ordine in modo da prevenire gli inevitabili assembramenti al terminal bus. Chiediamo a tutti gli studenti il massimo senso di responsabilità e di seguire tutte le disposizioni, dentro e fuori da scuola. Nel frattempo chiediamo ai dirigenti scolastici di permetterci di frequentare la scuola con meno giorni in presenza in modo da diminuire al minimo le possibilità di contagio, dentro e fuori la scuola e ai professori che appoggiano la nostra causa chiediamo di contravvenire alle disposizioni attivando la Dad autonomamente, permettendo così di far frequentare le lezioni a tutti i manifestanti. Chiediamo a tutti di darci supporto in questa battaglia che vuole proteggere il nostro diritto all’istruzione ed il nostro diritto alla salute». Infine, parola ai Rappresentanti d’Istituto delle scuole del basso Molise e vogliamo esprimere il disagio che noi studenti del stiamo vivendo. «Lunedì 18 gennaio, noi alunni delle scuole secondarie di secondo grado siamo rientrati a scuola al 75% ma a purtroppo abbiamo trovato una situazione non ancora pronta per accoglierci al meglio, le promesse che ci sono state fatte sull’implementazione delle corse degli autobus e delle circolari, non sono state rispettate. Stamattina a darci il buongiorno c’erano gli stessi pullman, in alcuni casi strapieni e con i ragazzi in piedi e di conseguenza con le misure precauzionali non rispettate. l’istruzione è un diritto che ci viene garantito dall’articolo 34 della nostra costituzione, per tanto abbiamo bisogno delle giuste modalità per raggiungere e frequentare la scuola. Ad oggi possiamo dire che la scuola stessa è uno dei luoghi più sicuri, perché lì davvero vengono rispettate tutte le misure infatti oltre al distanziamento sempre garantito, studenti, docenti e personale scolastico ha l’obbligo di indossare la mascherina, il problema è quello del raggiungere gli istituti dato che una gran parte degli studenti è pendolare e ogni mattina si trova a dover prendere autobus e circolari che nelle modalità in cui versano ora potrebbero di certo diventare luoghi di contagio e di nascita di nuovi focolai. A tutto ciò si aggiunge ovviamente la preoccupazione delle famiglie che mandano i propri figli a scuola con il rischio di mettere a repentaglio la loro salute. Vogliamo tornare a scuola e vogliamo investimenti che possano garantirci la sicurezza, il problema sussiste da mesi e abbiamo anche manifestato il 23 ottobre per le stesse motivazioni, abbiamo scritto un articolo ma tutto è stato ignorato. ci era stato garantito che il rientro di oggi sarebbe stato ottimale per tutti invece erano solo bugie, chiediamo alle istituzioni di parlare chiaro e se necessario prendersi altro tempo per organizzare e attivare effettivamente altre corse, per garantirci il rientro. Il livello di rischio di contagio è aumentato le scuole hanno fin da subito provveduto ad aumentare le misure precauzionali, perché invece i trasporti versano ancora nelle stesse condizioni dato che essendo servizi pubblici dovrebbero muoversi, migliorarsi ed integrarsi di pari passo? Se sussistono ancora dei problemi organizzativi perché non proseguire la Dad fino al 31 gennaio o a metà febbraio? L’unica cosa importante è che si introducano tutte le iniziative necessarie per tutelare la nostra salute. Speriamo che questa nostra testimonianza, arrivi alle autorità competenti e che le stesse possano provvedere ad accogliere le nostre richieste».

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