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Caracciolo, Di Nucci: solo muri di gomma dall’Asrem, ma non dobbiamo mollare

Caracciolo, Di Nucci: solo muri di gomma dall’Asrem, ma non dobbiamo mollare

Un attacco duro, senza precedenti, contro il vertici dell’Asrem, arriva dal vicesindaco di Agnone, Giovanni Di Nucci. Il medico prestato alla politica ha preso parte, nei giorni scorsi, alla videoconferenza organizzata dal consigliere regionale Greco e non ha usato mezzi termini nei confronti dell’Asrem e del direttore Florenzano in particolare. Un vicesindaco duro e deciso, dunque, che non ha avuto certo peli sulla lingua nel denunciare l’atteggiamento menefreghista dell’Asrem rispetto alle sorti dell’ospedale cittadino. «Abbiamo lavorato spalla a spalla sull’ospedale con Andrea Greco, sin da quando ero in servizio in reparto – ha esordito Di Nucci -. Il nostro agire come amministratori, fin dai primi giorni dopo il voto, credo testimoni l’importanza che diamo alla presenza dei servizi ospedalieri sul territorio, unico modo che ci permette di sperare nella sopravvivenza di queste zone interne e disagiate. La rassegnazione deve uscire dalle nostre vite» ha ruggito Di Nucci, in una sorta di inedita veste di accusatore solitamente abbottonato e compìto, sollecitando addirittura una «ostinata resilienza» per «trovare la forza di ridare alla sanità territoriale dell’Alto Molise capacità di efficacia ed efficienza». Secondo il numero due di palazzo San Francesco «il momento è reso ancor più difficile dall’emergenza Covid, che sta ostacolando anche i momenti di incontro tra istituzioni». «Mi occupo di queste tematiche da prima che divenissi amministratore, – ha aggiunto il vicesindaco di Agnone – nella convinzione che il nostro presidio ospedaliero possa tornare ad essere un ospedale apprezzato anche oltre regione. È una lunga battaglia che noi, come amministrazione, siamo pronti a combattere. Abbiamo inviato lettere, sollecitazioni, telefonate continue all’Asrem e spesso abbiamo trovato un ambiente poco accogliente, qualche volta addirittura ostile. Hanno innalzato veri e propri muri di gomma. Sono tornato ad Agnone, dai vari incontri a Campobasso, con l’idea che sì, i vertici ci ascoltano, magari per educazione, ma senza nemmeno pensare di prendere in considerazione l’ipotesi di provvedimenti concreti per il nostro ospedale. Il direttore Florenzano ci ha ricevuto tre mesi fa e gli abbiamo elencato tutte le criticità e fornito addirittura alcuni consigli per come risolverle praticamente a costo zero. Ignorati. Anche per la questione bar dell’ospedale: hanno preferito chiuderlo anziché chiedere un affitto più equo rispetto ai duemila e cinqucento euro fissati. È stata – ha sottolineato il medico in pensione – una dimostrazione di stupidità, rimettendoci anche perché avrebbero potuto continuare a guadagnarci». «Più volte, – ha assicurato Di Nucci – abbiamo protestato per la mancanza di medici, di un primario di Medicina, di un direttore sanitario, per le carenze del Pronto soccorso. Non c’è, ad esempio, una Tac funzionante né la possibilità di fare una ecografia, sono cose gravi per un Pronto soccorso e un reparto di Medicina che devono gestire situazioni anche gravi e complesse. Perché al “Caracciolo” non vanno pazienti con patologie minori, vanno pazienti con sintomi, punto. Cosa ne sa il malato di quello che ha? È il medico che deve fare una diagnosi, ma servono le apparecchiature adatta. Abbiamo detto al direttore generale quale erano i problemi creati dalla mancanza un distretto sul territorio. Il distretto di Isernia se ne frega, – ha aggiunto testualmente Di Nucci – della sanità territoriale dell’Alto Molise. Agnone ha prestazioni ambulatoriali assolutamente insufficienti, limitate ad un solo giorno a settimana. L’ennesimo incontro con Florenzano, per ricordargli tutte queste criticità, risale a poche settimane fa. L’unica risposta che ci è stata data è che stanno redigendo un piano triennale del personale, piano di cui nessuno ha avuto più notizie. Nessuna risposta sul concorso per i medici o per il primario di Medicina. Per i tamponi abbiamo messo a disposizione una sede, quella dello chalet, risolvendo noi, come Comune, il problema dell’Asrem. Adesso, con una sollecitudine inspiegabile, – ha accusato il viesindaco – stanno tentando di chiudere il centro tamponi di Agnone. È saltato anche il tracciamento dei contatti effettuato dal servizio di igiene pubblica. Preferiscono pagare e inviare medici da Isernia, una volta alla settimana, anziché impiegare l’unico medico già presente nel nostro presidio, tra l’altro specialista in medicina preventiva. Non viene utilizzato per motivi che non ancora riesco a capire bene. Le vaccinazioni, i rinnovi dei documenti, vengono fatti dai medici che vengono da Isernia una sola volta alla settimana». Denunce e attacchi pesanti, quelli di Di Nucci, destinati probabilmente ad infrangersi sul famoso muro di gomma innalzato dall’Asrem.

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