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Sciopero trasporti, l’adesione è al top: soddisfatti i sindacati

Sciopero trasporti, l’adesione è al top: soddisfatti i sindacati

Ieri mattina per via dello sciopero dei trasporti, dalle 9 alle 13, sono rimasti fermi gli autobus del trasporto pubblico urbano ed extraurbano.
In Molise, le motivazioni che hanno portato alla mobilitazione sono collegate sia alla vertenza nazionale per il mancato rinnovo del contratto collettivo di lavoro, scaduto da oltre tre anni, ma anche alle ormai note criticità del trasporto pubblico regionale, relative soprattutto alla vertenza Atm. Per supportare l’azione di sciopero è stato organizzato anche un presidio di protesta dinnanzi alla sede di Atm, a Ripalimosani, per denunciare le problematiche che ormai da anni in Molise stanno caratterizzando il settore dei trasporti.
A livello nazionale la manifestazione non si è concentrata solo sul mancato rinnovo dei contratti, ma ha voluto sollecitare ad una riorganizzazione strutturale dell’intero comparto. In ambito regionale l’azione di protesta ha avuto come obbiettivo soprattutto l’azienda di trasporto pubblico locale Atm. I motivi di attrito tra lavoratori e società sono molteplici, come hanno spiegato i segretari di Uil Trasporti, Carmine Mastropaolo, e di Ugl Autoferro, Nicolino Libertone.
«I problemi sono molteplici e non sembrano esserci le condizioni per una loro risoluzione – ha affermato Carmine Mastropaolo – Rivendichiamo la faccenda annosa del mancato pagamento degli stipendi e la mancanza, caso unico in Italia, di un contratto di secondo livello. Solo in Molise i lavoratori non hanno questo istituto. A questi si aggiungono problemi di sicurezza – ha proseguito il segretario di Uil Trasporti – relativi all’emergenza epidemiologica. Mi riferisco alla problematica legata alla bigliettazione. Sebbene i dpcm nazionali abbiano vietato l’emissione del titolo di viaggio a carico degli autisti, per consentire il giusto distanziamento sociale e per ridurre il rischio di contagio, Atm ha imposto a propri autisti l’obbligo di bigliettazione a terra. L’azienda non si preoccupa della salute dei proprio lavoratori e di quella degli utenti. Registriamo – ha concluso Mastropaolo – la sordità dell’assessorato ai Trasporti e della Regione Molise. Ci piacerebbe instaurare un’alleanza con i pendolari, per sentire il loro parere e raccogliere le loro istanze».
Sulla stessa linea il segretario di Ugl Autoferro, Nicolino Libertone.
«Siamo in contatto con le segreterie sindacali su tutto il territorio nazionale e sembra che lo sciopero sia stato un successo, sfiorando il 100% delle adesioni. Non siamo sorpresi vista l’importanza delle criticità portate sul tavolo. Le problematiche riscontate a livello nazionale – ha commentato Libertone – interessano soprattutto il mancato rinnovo del contratto collettivo, l’evoluzione dell’emergenza sanitaria anche in relazione a lavoratori che non si sono mai fermati ed hanno sempre garantito il servizio di trasporto. La responsabilità e la professionalità degli autoferrotranvieri meritano più rispetto. Su 31 aziende di trasporto, solo Atm e Gtm non rispettano il regolare pagamento degli stipendi. Se a questo uniamo la problematica sicurezza – ha insistito il segretario di Ugl Autoferro – ci sono tutte le condizioni ed i presupposti per la revoca della concessione. Regione ed assessore Pallante, che giorni fa si erano detti disposti a sostituirsi all’azienda di trasporto per il pagamento delle retribuzioni, sono spariti. Sentire di provvedimenti disciplinari, che comprendono sospensione lavorativa e retributiva, per i lavoratori che si rifiutano di rispettare l’imposizione di Atm riguardante la bigliettazione, ma che comportandosi così non stanno facendo niente altro se non rispettare la legge nazionale, che vieta l’emissione del titolo di viaggio da parte degli autisti, è incommentabile – ha attaccato Libertone – Se a questo aggiungiamo, da un lato, il fatto che la Regione Molise stia acquistando dal Trentino Alto Adige degli autobus dismessi per andare a rinfoltire il parco mezzi regionale e, dall’altro, l’utilizzo da parte di Atm degli ammortizzatori sociali anche quando non servirebbero, si capisce la gravità in cui versa il trasporto pubblico regionale».

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