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Al centro del sistema sanitario e lontana da ‘interferenze’ politiche, l’obiettivo di Aiello: restituire dignità alla categoria

Al centro del sistema sanitario e lontana da ‘interferenze’ politiche, l’obiettivo di Aiello: restituire dignità alla categoria

I prossimi 26, 27 e 28 febbraio i medici della provincia di Campobasso saranno chiamati a votare per il rinnovo del consiglio dell’Ordine. In corsa alla presidenza, con la lista “Ippocrate 2020”, il dottore Antimo Aiello, per anni storica e affidabile guida del reparto di Diabetologia dell’ospedale Cardarelli, oggi medico in quiescenza e consulente del Gemelli Molise di Campobasso.
Una scelta, quella di candidarsi, che nasce soprattutto dalla volontà di restituire dignità alla figura del medico, lontana dalle ormai ‘assidue’ interferenze demagogiche della politica.
Obiettivi fondamentali che, secondo Aiello, sono venuti a mancare negli ultimi anni a causa di una dirigenza poco attenta alle necessità della categoria.
«Le critiche che solleviamo al presidente e al vicepresidente sono molteplici e ricoprono vari aspetti – spiega Aiello -. Nel 2015 i vertici dell’ordine hanno deliberato una proposizione in cui si impegnavano a limitare a due i mandati di presenza all’interno del consiglio direttivo. Un impegno mancato dato che oggi si ripresentano per il terzo mandato consecutivo senza dare alcun tipo di spiegazione.
Un aspetto che evidenzia una mancanza dal punto di vista etico poiché è venuta meno una delle promesse fatte agli elettori delle passate elezioni.
C’è stata, inoltre, una gestione imbarazzante delle votazioni – aggiunge -, partendo dalle procedure mandate a Roma e più volte bocciate o con le piattaforme proposte che, a seguito di una valutazione della federazione nazionale, si sono rilevate insicure tanto da richiedere l’intervento della stessa FNOMCeO che a sua volta ha dovuto dettare nuove regole e individuare una piattaforma idonea e sicura. Ma questi sono solo alcuni degli errori commessi di recente».
Come valuta l’operato dei vertici dell’Ordine nell’anno della pandemia?
«Per molti mesi nel corso dell’emergenza l’Ordine si è limitato a fare da ‘megafono’ a delibere che venivano fatte dalla Regione. Non ha affrontato il delicato tema della sicurezza dei medici e dei dispositivi di protezione. Ha gestito malissimo la fase della vaccinazione e, come ultima ‘chicca’, ha deciso di abbandonare il tavolo istituzionale dell’Unità di crisi. Ancora una volta hanno dimostrato di non aver appreso le diversità che ci sono tra il rappresentare un Ordine, ovvero di un’intera categoria e la sua edifica e quella di essere rappresentanti sindacali perché, ricordiamolo, presidente e vicepresidente non possono ricoprire ruoli sindacali ma devono rappresentare tutti i medici».
A fronte degli errori e delle lacune del passato che ha evidenziato, quali sono dunque gli obiettivi che oggi Ippocrate 2020 vuole raggiungere e quali i temi a cui intende dare priorità?
«Uno dei punti fondamentali del nostro programma verte su una riqualificazione della figura del medico e della sua professionalità, del suo essere punto centrale e non ‘nemico’ del servizio sanitario nazionale. Il medico non deve andare contro lo Stato, così come invece i nostri competitor hanno scritto nel loro programma, un punto che ritengo francamente assurdo.
Il medico deve tornare ad essere una figura centrale che stringe un patto forte con i cittadini per implementare un bene fondamentale come quello della salute».
Sistema sanitario e politica: pensa anche lei, come spesso avviene, che questi due mondi debbano viaggiare sullo stesso binario?
«Noi punteremo ad essere lontani e impermeabili alle interferenze politiche e sindacali. L’obiettivo è quello di rappresentare tutti i medici, dovunque essi lavorino, compresi i medici giovani in formazione (anzi, per loro avere un occhio di riguardo), ma anche pensionati o liberi professionisti: è un discorso di rivalutazione complessiva della figura del medico che deve riassumere un ruolo di alta eticità e di centralità del sistema sanitario nazionale. Viene da sé che ogni medico dovrà sempre essere formato, competente e autorevole.
L’autorevolezza, in effetti, è l’aspetto che più è mancato negli ultimi anni al nostro Ordine. Alcune situazioni del passato sono state addirittura imbarazzanti».
Sempre più spesso la cronaca, locale e nazionale, riporta episodi di violenza nei confronti di medici e infermieri. Un aspetto che non andrebbe mai sottovalutato.
«Assolutamente no. Chiediamo infatti un maggiore impegno in termini di sicurezza e di dignità complessiva dei posti di lavoro. Quando parliamo di sicurezza non intendiamo soltanto quella fisica ma anche la sicurezza biologica e psicologica di medici, infermieri e di tutti gli operatori sanitari.
Le recenti indagini del Nas hanno rilevato, ad esempio, come più di un terzo dei posti di guardia medica risultino assolutamente indecenti, sia da un punto di vista logistico sia per le dotazioni che hanno a disposizione i medici e che, purtroppo, non consentono ai nostri colleghi di svolgere il proprio lavoro in tranquillità, sia in termini di sicurezza ma anche di efficacia.
Un altro problema, mai affrontato, è quello della pubblicità sanitaria fraudolenta o, ancora, del grande impatto che ha la burocrazia sul lavoro del medico. C’è la necessità di sburocratizzare le procedure in modo che il medico abbia poi più tempo da dedicare ai propri pazienti.
In poche parole, c’è un grande lavoro da fare per rifondare l’Ordine dei medici».
Un altro punto cruciale del programma riguarda l’intreccio sempre più frequente tra cariche dell’Ordine e l’Ente nazionale di previdenza ed assistenza medici. Come valuta questa realtà?
«Abbiamo assistito in questi anni ad una sorta di ‘balletto’ in cui alcuni posti dei rappresentanti dell’Ordine hanno ruotato su incarichi lautamente retribuiti dell’Enpam.
I nostri contributi e i nostri sacrifici non possono tradursi in ritorni di tipo pensionistico miserevoli e ridotti mentre invece sono altissime le prebende che i rappresentanti a livello centrale e anche a livello periferico riscuotono dall’Enpam. Questo è un altro degli aspetti che va affrontato e che deve essere assolutamente risolto dall’Ordine.
Altri punti su cui si può intervenire riguardano l’accesso alle scuole di specializzazione, gli imbuti formativi che si sono verificati – per cui risultano più laureati rispetto ai posti di specializzazione a disposizione -, il riconoscimento del corso di formazione per medici di medicina generale equiparandolo ad una specializzazione e infine, assolutamente attuale e non meno importante, il discorso sul vaccino, quest’ultimo gestito in maniera propagandistica dal presidente e dal vicepresidente dell’ordine uscenti».
Se non sbaglio l’ha definita una «mossa scomposta di campagna elettorale».
«Sì, una mossa irresponsabile, tipicamente dettata da preoccupazioni di campagna elettorale poi sconfessate perché la vaccinazione dei giovani medici, così come quella dei medici più anziani, è stata bloccata e ancora oggi non sappiamo se, quando, come e perché verrà attivata.
C’è da fare un grande lavoro per ridare dignità all’Ordine e, di conseguenza, a tutti i professionisti medici e odontoiatri. Penso che sia arrivato il momento di un rinnovamento del consiglio dell’Ordine. C’è bisogno di aria pulita, di aria più salubre all’interno di questa importante – perché lo è ancora – istituzione.
Invitiamo dunque i colleghi a votare la lista per intero, sia per il consiglio dell’ordine sia per il revisore dei conti, alle prossime elezioni».
Eterogenea, competente e impegnata in diversi ambiti. Ci parli della sua squadra: chi sono i professionisti della lista Ippocrate 2020?
«La nostra lista è composta da professionisti di alto livello impegnati in vari settori, dalla libera professione, all’ospedale, al 118, alla guardia medica, fino alla continuità assistenziale. Professionisti di chiara fama conosciuti ed apprezzati sul territorio. Nessuno di noi ricopre incarichi di vertice nei sindacati. Nessuno di noi ha conflitti di interesse in atto.
Credo che la proposta che abbiamo offerto ai colleghi sia di tutto rispetto anche perché coinvolge esponenti che da sempre hanno fatto della difesa dell’ambiente e delle donne il proprio cavallo di battaglia. Sono fiero della mia squadra».
sl

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