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Dopo il Vietri attenzione pure per il Caracciolo

Dopo il Vietri attenzione pure per il Caracciolo

«Ora che il commissario ha deciso per il Vietri, lo faccia anche per Agnone». È la richiesta che arriva dal consigliere regionale Andrea Di Lucente per il territorio altomolisano.
«La riapertura – forse – dell’ospedale di Latino ha mostrato come il commissario, se davvero vuole, può procedere con la riapertura degli ospedali, con la loro implementazione, con la loro riconversione. E in questo momento di forte emergenza ovunque, anche ad Agnone, può essere trovata la risposta» prosegue Di Lucente, che poi aggiunge: «Sono in stretto contatto con il sindaco di Agnone, Daniele Saia, in qualità di primo cittadino che fa da collettore delle istanze dei colleghi della zona». Dopodiché arriva la richiesta sulla stipula dell’accordo di confine.
«La Regione Abruzzo ha da sempre manifestato interesse per un’intesa con l’Altissimo Molise sugli ospedali – rimarca ancora Di Lucente -. Eppure il commissario non si è mai mosso in tal senso, né ha mai ascoltato le richieste provenienti da Agnone. A questo punto sorge il dubbio: perché ascoltare Larino e i suoi esponenti e non anche Agnone? Ancora: chiediamo pure che venga applicato appieno il Pos 2015-2018. Visto che il commissario non ne ha prodotto uno aggiornato, resta in vigore il precedente, che prevedeva Agnone quale ospedale di area particolarmente disagiata. A questo punto, il commissario ha il dovere di far applicare quello che è scritto nel Pos, soprattutto in questo periodo in cui l’ospedale di Agnone potrebbe offrire un sostegno alla rete ospedaliera in affanno a causa del Covid. Dispiace anche notare che dalle notizie di stampa trapelate in queste ore convulse, nelle ipotesi stilate dal commissario per la rimodulazione della rete ospedaliera affinché fronteggi l’emergenza, l’ospedale di Agnone non viene mai contemplato né nominato, come se non esistesse proprio». In definitiva Di Lucente chiede un incontro urgente con il commissario ad acta alla Sanità regionale, Angelo Giustini: «Chiederemo che incontri me, il presidente Toma quale rappresentante della Regione e il sindaco Saia, primo cittadino che potrà portare al colloquio la voce degli altri colleghi».

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