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Larino, entro dieci giorni il Vietri ospiterà 25 pazienti Covid

Larino, entro dieci giorni il Vietri ospiterà 25 pazienti Covid

Hanno lasciato il San Timoteo alle 10.50 per dirigersi al Vietri, il commissario ad acta Angelo Giustini e il direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano si sono recati a Larino, incontrando il sindaco Pino Puchetti, presente in delegazione con Maria Giovanna Civitella, Giuseppe Bonomolo e Giulio Pontico. Presenti anche Giovanni Giorgetta direttore del distretto sanitario del basso Molise e il responsabile tecnico Giovanni Quici. Per loro un sopralluogo nelle varie zone dell’attuale casa della salute e poi in conferenza stampa, per rispondere alle domande sul destino del medesimo Vietri. Puchetti ha ringraziato i due manager della presenza al Vietri e ricordato come sia importante realizzare un reparto nella struttura ospedaliera frentana che serva all’intero territorio bassomolisano così duramente colpito dalla diffusione del contagio, anche a causa delle varianti. Al di là di ogni forma di campanilismo. L’assessore Civitella ha rivolto un accorato appello ai due esponenti della sanità molisana «spogliatevi del vostro ruolo tecnico e fate qualcosa perché qui la gente muore». «Nel presidio frentano si è deciso di destinare 25 posti letto per i pazienti Covid con bassa sintomatologia (paucisintomatici) – spiega il primo cittadino frentano a fine sopralluogo – e quelli post terapia intensiva. L’area individuata è al terzo piano del Vietri, l’ala est, la cui apertura è prevista tra circa 7 giorni-10 giorni. Non è stato possibile utilizzare la zona del reparto di malattie infettive per la presenza di altre divisioni e servizi come la Diabetologia ed altro, preferendo un’area isolata», ha ribadito il primo cittadino dopo il briefing, in cui sia Giustini che Florenzano hanno fatto il punto della situazione anche oltre lo stesso Vietri. «Grazie all’aiuto dell’ufficio tecnico nella persona di Quici e del direttore Giorgetta insieme al direttore generale, abbiamo visitato nel suo insieme l’ospedale. In particolare, su mia richiesta ho individuato un’area cosiddetta zona No tester, per l’ospedale di Larino, al terzo piano con la capacità di 25 posti letto – ha riferito Giustini – Per quel poco che mi è dato di assimilare, esplicitato nella mia testa e nelle mie conoscenze, andando per step potrebbe, previe verifiche posteriori, prestarsi per quelle che noi definiremo medicina generale per pazienti Covid paucisintomatici e di coloro che sono usciti dalla terapia intensiva di post Covid. Quindi, se sarà possibile occuperemo quell’area per questa tipologia di pazienti. Per me si può fare». Florenzano evidenzia come il decreto n°14 del commissario va nella stessa direzione di quello che il piano pandemico ha approvato. Nel piano è previsto il potenziamento di Larino come centro di riabilitazione post Covid. «Sul mandato che abbiamo avuto dal commissario, ci siamo attivati per i vari sopralluoghi tecnici, sia per la definizione dei percorsi, per le verifiche degli impianti sia di tutto quello che sarà necessario per l’eventuale allestimento di questi 25 posti letto di medicina post Covid. Faccio una precisazione. Si parlava dell’esistenza di un reparto di malattie infettive presso questo ospedale di comunità, in realtà nell’ispezione abbiamo dato conto che quel reparto di malattie infettive non esiste. Pur essendo previsto all’epoca della realizzazione, è stato utilizzato per la diabetologia e per altri servizi che vengono erogati da questa struttura. Nel piano pandemico e nei dati che sono stati trasmessi a Roma, sono stati indicati il totale dei posti letto tra pubblico e privato di terapia intensiva. Dobbiamo fare una chiarezza, perché si sta facendo molta confusione, poiché si confondono posti di terapia intensiva Covid e posti di terapia intensiva normale. I parametri ministeriali prendono a esame il totale dei posti di terapia intensiva, perché ahimè, non esiste la terapia intensiva solo per il Covid ma anche per tutto quello che accade. Dal totale dei posti di terapia intensiva ci sono presso l’ospedale Cardarelli, prima 6 posti letto di terapia Covid, poi rimodulati in altri 6 posti e, poi, c’è la possibilità di espandere fino a 17 i posti di terapia intensiva. Questo significa avere, comunque, la possibilità di intubare un malato Covid ma poi bisogna attivare altri canali per l’assistenza del paziente. Nel piano pandemico approvato dal commissario è prevista la cosiddetta fase 4. Noi, come sapete, siamo in fase 4. In fase 4 è prevista l’attivazione di posti letto di terapia intensiva anche presso le strutture private. Ieri mattina il commissario ha contrattualizzato 12 posti letto di terapia intensiva presso il Neuromed».

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