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Droga, estorsione e riciclaggio: alla sbarra 28 persone

Un’udienza fiume quella che si è svolta ieri davanti al gup Veronica D’Agnone. Del resto si tratta di una delle più imponenti operazione degli ultimi 10 anni in Molise.
Piazza Pulita – il blitz condotto a maggio scorso da Carabinieri e Guardia di Finanza e coordinato dalla Procura di Campobasso – ha smantellato un’organizzazione criminale dedita al traffico di droga (cocaina, eroina ed hashish), all’estorsione, con l’aggravante del metodo mafioso, alle minacce a mano armata, nonché al riciclaggio e reimpiego di denaro ‘sporco’. Queste le pesanti accuse imputate, a vario titolo, ai 45 indagati: introno alle 18.30 di ieri, a conclusione dell’udienza preliminare, che si è svolta nel rigido rispetto di tutte le norme anti Covid, il giudice ha rinviato a giudizio 28 di loro. Quattro dei legali presenti (tra cui l’avvocato Alessio Verde e l’avvocato Giuseppe Fazio) hanno invece sollevato delle eccezioni per i loro assistiti. Difetti di notifica riconosciuti dal gup che ha dunque rinviato gli atti in procura. I restanti 13 hanno invece optato per riti alternativi (abbreviati e patteggiamenti) e il 27 marzo il giudice si esprimerà per l’ammissione e procederà con la calendarizzazione.
Per i rinviati a giudizio l’appuntamento è il prossimo 23 giugno davanti al Tribunale collegiale.
L’accusa, rappresentata in aula dal sostituto Vittorio Gallucci, ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti, alla luce di due anni di articolate indagini: gravi indizi di colpevolezza in ordine all’attività criminale di tre distinti sodalizi, tutti legati tra loro attraverso un sistema piramidale, che avevano impiantato la loro sede a Bojano. A capo delle due associazioni più piccole, e in prevalenza composte da persone del posto, c’erano due pregiudicati molisani. La terza, quella ‘di vertice’ era invece guidata da un campano affiliato al clan Rega di Pomigliano d’Arco, arrivato a Bojano nel maggio del 2017 per scontare un provvedimento restrittivo e stabilitosi nella cittadina matesina insieme alla sua famiglia.
Mentre l’attività di traffico di droga della prima associazione, composta da 7 persone, ha avuto base operativa prettamente a Bojano (sia presso un’abitazione che in aperta campagna), quella del secondo clan composto da 10 persone, è stata più dinamica ed attraverso la gestione del night club “Luxuria” di San Massimo, centro di un vero e proprio smercio di droga fra i clienti, oltre che essere attiva nel centro matesino era presente anche nel capoluogo molisano.
All’associazione capeggiata dal pregiudicato campano, composta da 10 persone, alcune delle quali provenienti dall’hinterland napoletano e stanziatesi in zona, oltre ai reati di traffico di stupefacenti ed estorsioni, alcune con l’aggravante del cosiddetto “metodo mafioso” sono contestati anche i reati di trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio con il reimpiego di denaro frutto delle attività di spaccio attraverso l’attività commerciale “Adriatica Pellet” di Bojano.

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