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Hub Covid nel guado, la ditta: noi pronti ma Asrem ci convochi

Hub Covid nel guado, la ditta: noi pronti ma Asrem ci convochi

L’amministratore del Consorzio Stabile Build Angelo Contessa ieri era a Campobasso. Ma interlocuzioni ufficiali con l’Asrem non ce ne sono state.
«Noi siamo pronti e per questo siamo venuti anche ad organizzare la logistica». Ma la ditta che si è aggiudicata i lavori per il centro Covid a Tappino resta convinta che i problemi progettuali che ha evidenziato il 24 febbraio vadano affrontati prima di iniziare i lavori. Per questo chiede un incontro al soggetto attuatore.
Il dg dell’unica Asl del Molise Oreste Florenzano ieri mattina aveva preso atto delle dichiarazioni stampa del Consorzio, «che dimostra apertura», ma pure ribadito che la questione deve sbloccarla Roma. «Il 25 febbraio ho scritto alla struttura del commissario straordinario e nella giornata di ieri (martedì, ndr) abbiamo risollecitato la circostanza». L’interlocuzione c’è, «noi comunque facciamo pressione presso la struttura ministeriale perché sono loro che hanno fatto questo appalto affinché venga sbloccata la situazione».
Riassumendo, il 22 febbraio Asrem approva il progetto esecutivo da oltre 6 milioni, elaborato e validato da professionisti scelti, come la ditta costruttrice, con un bando nazionale affidato da Arcuri a ottobre.
Lavori da eseguire con il finanziamento del dl 34 e che in Molise non sono ancora iniziati. L’impresa infatti risponde all’ordine di entrare in cantiere con una serie di eccezioni – su pareri che mancano e criticità progettuali – che vengono sintetizzate in Molise come una revisione prezzi. «Non è una questione economica – ripete ancora Contessa – Avremmo potuto iniziare le opere, prendere anche l’anticipazione di 1,5 milioni e poi fermarci all’emergere di quei problemi. Ma non lavoriamo in questo modo. Abbiamo un impegno contrattuale e siamo prontissimi a iniziare, vogliamo portare a termine l’opera e far in modo però che il giorno dopo sia attrezzata per salvare vite umane». Un’opera, precisa, che vale sei mesi di lavoro «con un progetto esecutivo vero, disponibilità del cantiere e un’ottima organizzazione». Doccia gelata i tempi forniti dalla ditta rispetto a quelli fin qui annunciati dall’Asrem. «È una ristrutturazione, non l’allestimento dell’ospedale in Fiera a Milano per capirci», ancora Contessa. Che conclude: «Speriamo in una convocazione, ufficiale o ufficiosa. Ma vogliamo che ci siano i progettisti e il dg della Asl, che è soggetto attuatore e ha potere in questa vicenda».
I sei mesi di lavori hanno fatto sobbalzare l’ex governatore Michele Iorio. «Toma è consapevole di quanto sta accadendo o anche la dirigenza Asrem gli è estranea?», si chiede. Sei mesi o più non sono un tempo utile per l’emergenza in corso. Quindi, ancora una volta chiede di utilizzare i fondi stanziati per «piccole ristrutturazioni del Vietri individuandolo ocme unico centro Covid regionale ponendo fine anche al trasporto di pazienti fuori regione nonché alle strutture mobili» e liberare così il Cardarelli.

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