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Sospeso AstraZeneca, macigno sulla campagna vaccinale

Il terremoto fra le 15 e le 16. Prima il sequestro disposto dalla procura di Biella in tutta Italia di un altro lotto, poi la nota di Aifa che stabilisce lo stop, temporaneo e a scopo solo precauzionale, del vaccino AstraZeneca in attesa del parere dell’Ema che arriverà giovedì.
Insieme all’Italia, disco rosso pure da Germania, Francia e Spagna che si aggiungono ai Paesi Ue che avevano già preso questa decisione la scorsa settimana.
Ed è subito caos. Chi si è già vaccinato con Astra, personale scolastico e forze dell’ordine prevalentemente, va nel panico anche per una seconda dose prevista 12 settimane dalla prima. Aifa infatti precisa che farà sapere a breve come completerà il ciclo vaccinale chi ha già avuto una prima dose del preparato dell’azienda anglo-svedese. Senza contare l’effetto psicosi che le notizie di questi giorni – tra decessi sospetti e intervento cautelativo dei principali Paesi europei – potrebbero ingenerare nella popolazione anche in caso di ripresa dell’uso.
Al Palaunimol, dove è in corso la vaccinazione del mondo della scuola, quando arriva la notizia, il tempo di un riscontro e di un confronto del rettore Brunese con la struttura commissariale, e la somministrazione viene sospesa. Immediatamente, viene convocata la cabina di regia, coordinata dalla sub commissaria Ida Grossi, che termina poco prima delle 19 e fa il punto anche sulla rimodulazione della campagna, intanto, in base alle dosi di Pfizer e Moderna in dotazione.
In serata il via agli sms che disdicono gli appuntamenti per il vaccino Astra di oggi. Una nota di Asrem (Florenzano), dg Salute (Gallo) e struttura commissariale (Grossi) in serata ufficializza lo stop nei punti vaccinali del Molise e l’invio degli sms per le disdette. Non manca di ricordare l’invito ad «attenersi alle indicazioni delle autorità sanitarie, segnalando eventuali reazioni al proprio medico».
Intanto, i commessi di supermercati. Insieme a loro, la Filcams Cgil: la categoria «non è stata assolutamente considerata tra quelle che necessitano quanto prima di essere vaccinate», eppure i commessi «hanno svolto sino ad oggi con moltissimi sacrifici e ogni giorno il proprio lavoro stando a contatto con tantissime persone, anche nei periodi più bui della pandemia senza mai tirarsi indietro». Si tratta di attività che non hanno mai chiuso, fornendo beni di prima necessità. «Non è una “guerra tra i poveri” tra chi deve essere vaccinato prima ma è solo una riconoscenza ai lavoratori che da oramai un anno continuano ad essere in prima linea», conclude la Cgil chiedendo al presidente Toma di far trovare «come sorpresa nell’uovo di Pasqua, l’inserimento nel programma di vaccinazione la categoria dei lavoratori dei supermercati, ipermercati e discount per non restare figli di un dio minore».

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