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Vaccini alla Protezione civile, elenchi dalle associazioni e ‘muro’ anti furbetti: parla Brasiello

Vaccini alla Protezione civile, elenchi dalle associazioni e 'muro' anti furbetti: parla Brasiello

È l’ultima polemica, in ordine di tempo, sulla campagna vaccinale. Non troppo urlate, quasi sottotraccia, però la domande sull’immunizzazione in corso dei volontari della Protezione civile si fanno strada. Come è stata organizzata? Chi e come ha formato gli elenchi? Sono state messe in atto azioni di controllo anti furbetti? La platea, volontari della Protezione civile, è certo ben individuabile. La scelta, ha spiegato il governatore Toma la scorsa settimana, anche in ragione del maggior coinvolgimento voluto da Draghi del sistema di Protezione civile nella gestione dell’emergenza, per cui era necessario mettere al sicuro le donne e gli uomini che lo compongono.
Ma, con la ‘fame’ di vaccini che c’è, alimentata dal fatto che la fornitura non è quella annunciata qualche mese fa dalle autorità europee e nazionali, è bene porsi il tema del rischio furbetti.
I volontari in questione sono 7-800. E la campagna è in stato avanzato, per la somministrazione della prima dose «contiamo di terminare a inizio settimana», spiega il responsabile del servizio regionale Manuele Brasiello.
I nominativi, spiega, sono stati richiesti alle associazioni di volontariato iscritte all’apposito albo regionale. I nominativi, cioè, dei volontari che volevano sottoporsi a vaccino anti Covid. Le associazioni hanno risposto inviando gli elenchi di coloro che al momento della comunicazione risultavano loro volontari. Nomi, sottolinea Brasiello, risultanti anche in base alle assicurazioni che sono necessarie per legge. Quindi, le Pec sono state trasmesse alla cabina di regia vaccinale.
Una prima importante informazione, poiché questa categoria non è stata censita attraverso la piattaforma online. In quegli elenchi, dunque, c’era anche il nome del sindaco di Roccavivara. In paese, come in altri 4 o 5 casi, è presente un gruppo comunale di Protezione civile (considerato fra le associazioni quindi), il cui presidente è il primo cittadino.
Per le somministrazioni concrete, «ci siamo organizzati in modo da recuperare spazi senza pesare troppo sul resto della campagna – dice il capo del IV dipartimento della Regione -. Ci sono state fornite delle ‘finestre’, per esempio dieci unità da vaccinare al giorno, al termine delle altre somministrazioni, al Cardarelli di Campobasso. A Isernia, invece, dopo una seduta al Veneziale, abbiamo continuato con 70 vaccini all’auditorium somministrati dal personale dei Carabinieri, sempre quando non erano occupato nelle altre somministrazioni. A Termoli, in 200 si vaccineranno domenica (oggi, ndr) nell’ospedale da campo. Erano rimasti i volontari della Croce Rossa, personale a metà fra la sanità e la Protezione civile. In quel caso vorremmo effettuarli alla Cittadella dell’economia a Campobasso».
I furbetti, dunque. O chi prova a ‘saltare la fila’ per dirla con Draghi e Curcio. Ci sono stati o ci sono episodi strani o sospetti? «Guardi, sta accadendo che questo o quel presidente di associazione ci scriva: abbiamo dimenticato questo volontario, abbiamo sbagliato il nome del volontario, non è Tizio ma Caio. Cose di questo genere si stanno verificando sì. Noi, però, dopo gli elenchi che ci hanno trasmesso non abbiamo accettato nessun altro né sostituito nessuno. Terminata questa fase, verificheremo il tutto, se erano iscritti e a quale associazione, e valuteremo se recuperare questi ulteriori nominativi e come».
Ai volontari è stato somministrato prevalentemente AstraZeneca, salvo ci fossero indicazioni diverse del medico, cosa avvenuta – stima Brasiello – in circa il 10% dei casi.
ritai

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