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Campobasso in controtendenza, superati di nuovo i 100 casi

Unico centro molisano in controtendenza. Se nel resto della regione la settimana appena trascorsa ha segnato una netta diminuzione dei casi attualmente positivi, a Campobasso i contagi sono aumentati rispetto a lunedì scorso. Il ‘conto’ è infatti salito nuovamente sopra 100 (sette giorni fa era a quota 91). Il consueto bollettino contenente i dati diffusi dall’Asrem dei casi di contagio da Covid19, vede infatti nella settimana appena trascorsa, quella che va dal 5 all’11 aprile, per Campobasso, un numero di casi di nuovi positivi riscontrati che si attesta sui 44, a fronte di 27 nuovi cittadini risultati guariti dal virus.
Non è ancora possibile stabilire se i nuovi contagi siano da imputare al periodo delle festività pasquali con i rientri dei residenti fuori regione o magari con qualche pranzo allargato non solo ai familiari conviventi. Ed è altrettanto presto per far ricadere la ‘responsabilità’ sulla riapertura delle scuole, seppure a Campobasso siano già emersi due casi alla scuola Montini e la conseguente attivazione della dad per le classi coinvolte. Ad ogni modo, il primo cittadino non parla di criticità e spinge per un’accelerazione della campagna vaccinale.
«Questa settimana, – ha detto il sindaco di Campobasso, Roberto Gravina – il numero dei nuovi positivi riscontrati nella nostra città è stato leggermente superiore rispetto a quello dei guariti e ciò ha portato ad oggi (ieri, ndr), 12 aprile 2021, a far sì che a Campobasso vi siano in totale, secondo quanto riporta il sistema Sic dell’Asrem, 107 casi di positività.
La situazione generale non appare ad oggi così distante da quella delle settimane immediatamente precedenti, – ha aggiunto il sindaco – ma in realtà, come l’evoluzione della pandemia sta dimostrando negli ultimi tempi, la vera svolta per poter affrontare il futuro prossimo immediato è tutta da ricercarsi nella campagna vaccinale.
Ciò che è accaduto in regioni tipo la Sardegna – ha sottolineato Gravina – è emblematico di come le misure di contenimento e la suddivisione del territorio nazionale in zone di diverso colore, da sole, possono portare dei benefici e dei risultati che però appaiono poi poco replicabili sul medio e lungo periodo, per cui, se si vuole pensare di strutturare una ripresa credibile in tutti i settori della vita lavorativa, produttiva e personale della nostra popolazione, la vera e indispensabile accelerazione va data sul sistema organizzativo che è alla base della campagna vaccinale. Quella è la sfida da perseguire, lo sapeva il Governo e lo sappiamo tutti. Le difficoltà che si stanno affrontando in questo senso, riferite soprattutto all’approvvigionamento dei vaccini a livello nazionale, si riflettono sui territori e non potrebbe essere diversamente, ma la compattezza mostrata nell’affrontare come comunità le prove che questo lungo anno ci ha posto dinanzi, va ora indirizzata principalmente su questo fronte».

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