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Code e attese, ma tra gli over 70 AstraZeneca passa con meno sforzi

Code e attese, ma tra gli over 70 AstraZeneca passa con meno sforzi

Al via da ieri in Molise somministrazione dei vaccini anti Covid agli over 70. E rispetto ai giorni no della scorsa settimana non è andata male, considerando che il medicinale è AstraZeneca.
Caso mai c’è stato il problema contrario: lunghe attese, code e assembramenti. Che possono essere evitati con accorgimenti logistici diversi e meglio raffinati ma sono anche indice della voglia di sottoporsi al vaccino.
Dunque, qualche numero: al PalaUnimol erano circa 600 i convocati, le vaccinazioni effettuate almeno 400. Alle 18 i numeri in coda erano ancora un centinaio (nelle foto). Nella differenza fra 600 e 400, inoltre, vanno tenute presenti le rinunce ma pure le cosiddette inidoneità: persone cioè che non possono per ragioni mediche ricevere la somministrazione del siero anglo-svedese e dovranno essere riconvocati per Pfizer o Moderna. Alla Cittadella dell’economia di Selvapiana, sempre Campobasso, circa 300 i convocati e quasi 200 i vaccinati. A Isernia, altri due punti per over 70: al Veneziale più o meno 100 vaccini su 150 prenotati e all’auditorium a fine giornata i Carabinieri hanno potuto contare 105 vaccinati su 120. Qui l’adesione più alta, dunque.
Non era scontato. Anche perché, fra le altre cose, le persone chiamate sul modulo di adesione avevano come indicazione Pfizer o Moderna. Poi, da pochi giorni, è cambiata la raccomandazione Aifa, per cui ora Astra va somministrato preferibilmente agli over 60. Fisiologico, e legittimo, che però si chiedano spiegazioni sul cambio in corso. In alcuni casi ci sono state proteste e rinunce.
Il problema principale, però, è stato quello dell’attesa e dei conseguenti assembramenti. Tanti hanno pensato, male, di presentarsi all’appuntamento con largo anticipo e quindi si sono create file che non hanno permesso di rispettare le distanze. Si tratta comunque di persone non più giovani, un target di popolazione che uno sforzo organizzativo in più lo richiede.
Lunghe anche le procedure per l’anamnesi: i medici dedicano molto tempo all’analisi della situazione di salute del ‘candidato’ al vaccino. Sono loro che, alla fine, decidono se fare l’iniezione o se il soggetto va vaccinato con un altro medicinale. Le informazioni contraddittorie di queste settimane soprattutto su AstraZeneca e l’obiettivo importante di non arretrare nella campagna di immunizzazione contro il Covid rendono più che mai necessario questo sforzo. Intanto perché si convincono gli indecisi, magari, o comunque si rassicura chi si deve sottoporre a vaccino.
r.i.

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