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Consegnato il modulo a Isernia, sei posti in intensiva ma il personale è all’osso

Sei posti letto terapia intensiva, un modulo collegato – senza soluzione di continuità – con il Pronto soccorso dell’ospedale Veneziale. Una struttura progettata e pensata per l’assistenza di pazienti Covid, quindi realizzata – anche sotto il profilo delle apparecchiature diagnostiche a disposizione di medici e personale sanitario – per prestazioni specifiche. Ieri mattina la consegna della struttura, realizzata in circa 30 giorni da una ditta specializzata (vincitrice di un appalto pubblico gestito dalla struttura commissariale per l’emergenza pandemica) che si è occupata anche dei lavori di realizzazione dei moduli allestiti al Cardarelli di Campobasso e al San Timoteo di Termoli. Ma anche di quelle strutture a supporto degli ospedali di Perugia, Terni e Viterbo.
«Adesso deve essere resa attivabile – avverte il presidente della Regione, Donato Toma, che ieri mattina ha raggiunto Isernia per la consegna del modulo – attraverso i turni opportunamente organizzati dall’Asrem».
Il nodo da sciogliere, al Pronto soccorso del Veneziale, riguarda la carenza di personale, ormai ridotto a quattro medici effettivi ai quali si sono aggiunti i colleghi venezuelani che hanno raggiunto Isernia nelle scorse settimane ma che non possono ‘lavorare’ da soli. L’sos è stato lanciato più volte, l’ultima 48 ore fa quando il primario Lucio Pastore ha ufficialmente richiesto il blocco dei ricoveri per l’impossibilità di poter smistare nei tempi dovuti i pazienti. Una situazione che ieri mattina risultava leggermente migliorata ma che nel pomeriggio ha mostrato nuovamente le stesse, identiche difficoltà.
«Strutture come queste è importante che ci siano – spiega il manager dell’Asrem Oreste Florenzano –, questo modulo può essere utilizzato come terapia intensiva ma anche come area grigia. È una estensione del Pronto soccorso, inoltre – puntualizza – nel piano di intervento è prevista la ristrutturazione di questo reparto che è quello che versa nella situazione peggiore. Il modulo potrà consentire anche di effettuare i lavori con maggiore rapidità». Ma sul discorso ‘capitale umano’, sulla cronica carenza di personale, sulla richiesta arrivata ieri dal primario del Pronto soccorso, Florenzano risponde chiedendo collaborazione.
«Non conosco le dichiarazioni del primario – spiega, rispondendo alle domande dei cronisti -, vorrei che tutti lavorassero anzichè dare informazioni che, a volte, allarmano in maniera forse ingiustificata l’opinione pubblica. Tutti sappiamo quanti sono i posti di terapia intensiva che abbiamo in Molise, quale è la situazione e quali sono gli ospedali. Tutti sappiamo che abbiamo poco personale. Ma abbiamo retto in maniera egregia per più di un anno, adesso abbiamo gli strumenti per rafforzarci: stiamo portando avanti i concorsi, abbiamo avuto un’infornata di infermieri e operatori sociosanitari e riusciremo a migliorare la situazione con la collaborazione di tutti. Anche – chiosa il dg Florenzano – con quella di qualcuno che, per carattere, è portato ad esternare in maniera forte quelli che sono i disagi che si vivono sul campo. Io lo comprendo, ma dobbiamo lavorare tutti nella stessa direzione».
Il modulo consegnato ieri è strettamente collegato al reparto di Pronto soccorso. Senza soluzione di continuità perché, come spiega ancora il manager dell’Asrem, «avendo carenza di personale, dovremmo utilizzare questi spazi con quello che abbiamo, che stiamo cercando di rafforzare. I moduli che abbiamo a Campobasso – dice ancora – li stiamo utilizzando per risolvere le difficoltà di ricovero, avendo dovutuo portare a 80 i posti letto di malattie infettive. Il modulo del Veneziale verrà utilizzato come area grigia, quindi come una estensione del Pronto soccorso».
Alla consegna del modulo, c’era anche Lucio Pastore. «Io non ho contezza di questo utilizzo – spiega -, ben venga perché siamo in una situazione critica. I problemi, però, sono altri: riguardano il personale e la capacità di smistare rapidamente i pazienti – rimarca ancora -. Ampliare l’area grigia, specialmente dopo le ultime disposizioni sul doppio tampone (prima di ogni ricovero, ndr) sicuramente serve ma deve servire nel momento in cui c’è personale. Senza, è sempre tutto complicato».

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